Rocca di Papa, famiglia avvelenata dai funghi: morti i 2 nonni, gravi altri tre

Venerdì 14 Settembre 2018 di Rosalba Emiliozzi
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Rocca di Papa, famiglia avvelenata dai funghi: morti i 2 nonni, gravi altri tre

Marito e moglie sono morti dopo quattro giorni di agonia. Uccisi da un piatto a base di funghi velenosissimi, l'Amanita Falloide che tra le specie cattive è la più tossica e pericolosa. Il cestino di funghi killer era stato raccolto nei boschi di Rocca di Papa, mangiato a pranzo da un'intera famiglia dopo essere stato cucinato in casa: dei sei intossicati, tra i quali una ragazzina di 16 anni, due sono deceduti mercoledì sera al Policlinico Gemelli per «un'insufficienza multiorgano acuta provocata dall'ingestione dell'Amanita Falloide».

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LE VITTIME
Non ce l'hanno fatto i due anziani coniugi Giancarlo Dantini, 78 anni, e a moglie Giuseppina Borriello, 72, di Rocca di Papa. Trasferiti fin da subito, per la gravità dello loro condizioni, al Gemelli, sono deceduti nella serata di mercoledì, dopo diversi giorni di ricovero in rianimazione dove hanno lottato tra la vita e la morte. Troppo grave l'avvelenamento provocato dall'Amanita Falloide che attacca fegato e reni in maniera letale, provocando gravi insufficienze epatiche e renali. Dei due decessi è stata informata la Procura di Velletri, dove è stato aperto un fascicolo e verrà disposta l'autopsia.
 
A TAVOLA
A pranzo sabato scorso, nell'abitazione di Rocca di Papa, c'erano anche la figlia della coppia, T. D., maestra elementare di 47 anni, e la nipote di 16 anni, poi la sorella di Giancarlo, M. G. D., 74 anni e la figlia 36enne di lei, F. F., che lavora in uno studio di commercialisti. I quattro parenti sopravvissuti sono tutti ricoverati in ospedale. Chi a distanza di cinque giorni sembra stare leggermente meglio è la ragazzina di 16 anni ricoverata al Bambino Gesù, l'altro ieri è uscita dalla terapia intensiva. I medici hanno sciolto la prognosi ed è stata trasferita in reparto. La mamma, invece, è stata sottoposta a trapianto salvavita di fegato all'Umberto I.

LE INDAGINI
I medici stanno tentando di tutto per salvare a vita ai pazienti, ricoverati in vari ospedali. Per tre di loro le condizioni rimangono gravi, la prognosi è ancora riservata. Le indagini dei carabinieri di Frascati hanno stabilito che i funghi non sono stati comprati in un negozio o da un rivenditore, ma raccolti venerdì scorso da Giancarlo Dantini, una delle due vittime, nei boschi vicino casa, tra via dei Laghi e Montecavo, in località Barbarossa, zona Castelli, dove si incontrano spesso cercatori di funghi. L'anziano, che non aveva il patentino e quindi non avrebbe dovuto raccogliere funghi, avrebbe scambiato l'Amanita per ovuli commestibili e la moglie Giuseppina li ha cucinati in casa per tutta la famiglia: un'insalata di funghi, servita a tavola dove c'era riunita tutta la famiglia, sei persone. La notte tutti hanno accusato forti dolori allo stomaco e vomito. Immediato il ricovero in ospedale per una grave intossicazione da funghi velenosi.

IL CESTINO
In casa, in un cestino, i carabinieri hanno sequestrato diversi Amanita Falliode avanzati: erano piccoli e bianchi, non schiusi e questo può aver confuso il capofamiglia mentre li raccoglieva. I funghi killer sono stati presi in consegna da un esperto micologo della Asl che fin da subito ha riferito ai carabinieri e ai medici che si trattava dell'esemplare più velenoso e tossico in caso di ingestione.

Ora la Procura di Velletri dovrà accertare se ci sono eventuali responsabilità in questa immane tragedia. Fin da subito le condizioni dell'intera famiglia erano apparse gravissime, disperate. La sedicenne, che ora è fuori pericolo, forse si è salvata perché ha ingerito piccole qualità del fungo killer, ma ha perso i nonni, e mamma e zie lottano per sopravvivere.
 

Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 11:27 © RIPRODUZIONE RISERVATA