Roma, all'Eur stretta sulle discoteche: nuove regole anti-rissa

Venerdì 1 Dicembre 2017 di Alessia Marani

Stop all'ingresso dei minori di 18 anni nei locali della movida dell'Eur, se non per feste a tema. Né i clienti potranno più uscire fuori per una boccata d'aria che spesso si trasforma in bevute extra o peggio ancora in sniffate, per rientrare con il classico timbro di riconoscimento sulle mani, pena l'acquisto di un nuovo biglietto. Non solo. Ci sarà del personale addetto all'accoglienza con pettorine e tesserini di riconoscimento che garantirà l'ingresso degli avventori in maniera ordinata con il potere anche di controllare il contenuto di borse e zaini, di perquisire giacche e cappotti, di chiedere i documenti e di segnalare alla polizia chi intenderà sottrarsi. Con i poliziotti del vicino Commissariato Esposizione ci sarà un filo diretto garantito da un ponte radio con trasmittenti ad hoc.

IL 17ENNE USCITO DAL COMA
Le regole, quasi una rivoluzione per il popolo della notte, sono contenute in un patto siglato tra il Questore Guido Marino e i gestori delle discoteche più trendy della zona: il Room 26, lo Spazio 900, l'Exe e il San Salvador. Proprio nel piazzale di quest'ultimo, a settembre, si consumò l'omicidio dell'imprenditore Giuseppe Galvagno massacrato di botte da alcuni membri della security dopo una lite con un altro cliente in pista. Nemmeno un mese dopo un 17enne di Casalpalocco fu picchiato e inseguito da un gruppo di ventenni dopo una discussione che sembrava inizialmente placata al Room 26. Il ragazzo venne trovato in fin di vita nella rampa del garage della Nuvola, a 300 metri di distanza, dove probabilmente precipitò per nascondersi. Oggi il giovane sta meglio, è uscito dal coma e gli investigatori attendono di poter parlare con lui per ricostruire esattamente quanto accaduto quella notte.
Fatti che hanno imposto un giro di vite sulla movida ai piedi dell'obelisco anche in versione invernale. Il patto, inoltre, stretto alla presenza del presidente dell'XI municipio Dario D'Innocenti, dell'ad di Eur Spa Enrico Pazzali e dei delegati di Asl, Arpa e Siae, prevede la collaborazione degli esperti di socio-psicologia della Link Campus University che, insieme con gli psicologi della polizia di Stato, lavoreranno per studiare il fenomeno movida con la finalità di potere offrire suggerimenti in chiave di sicurezza. «I gestori dei locali - afferma Filiberto Mastrapasqua, dirigente del Commissariato - hanno accettato di realizzare un regolamento d'uso e di subordinarsi alla disciplina stabilita. Per la prima volta, saranno investiti della responsabilità sulle aree pertinenziali, assicurandone anche il decoro attraverso la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Si tratta di un progetto pilota che mira a divenire un presupposto più che un'imposizione attraverso il coinvolgimento degli attori, pronto per essere replicato anche altrove».

IL DECALOGO
Il decalogo in vigore fino al 31 maggio dispone, tra l'altro, il veto di «esternare qualsiasi forma di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa» e di «sostare in prossimità di passaggi, uscite, vie di accesso o esodo». Edoardo Corcos è titolare del Room 26. «Per il bene dei clienti e nostro ci adeguiamo con senso di responsabilità e con investimenti importanti. Anche se - dice - nonostante avessimo comunque seguito le indicazioni di pubblica sicurezza ci siamo ritrovati chiusi la discoteca per un mese dopo l'incidente avvenuto al 17enne. Purtroppo, siamo chiamati a doverci anche sostituire alle istituzioni. Ma resta sempre un'incognita che pende su di noi come una spada di Damocle: come possiamo prevenire del tutto che cosa salta improvvisamente nella mentre di ognuno dei nostri clienti?».
 

Ultimo aggiornamento: 08:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA