Eterologa, via libera anche nel Lazio
Tetto limite a 43 anni, ticket da definire

Eterologa, via libera anche nel Lazio Tetto limite a 43 anni, ticket da definire
di Simone Canettieri
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Martedì 16 Settembre 2014, 12:25 - Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 11:11

Via libera alla fecondazione eterologa anche nel Lazio. Questa mattina la giunta guidata da Nicola Zingaretti ha approvato la delibera con le linee guida del trattamento.

L’atto segue il canovaccio stabilito dalla Conferenza Stato Regione e ricalca il modello adottato dalla Regione Toscana. Per quanto riguarda i cicli di eterologa e omologa la delibera dice che, per essere a carico del servizio sanitario regionale, l’età massima della donna deve essere di 43 anni mentre i cicli che possono essere effettuati nelle strutture pubbliche sono tre.

Il ticket non è stato ancora stabilito: l'idea del Governatore è di avvicinare il più possibile il Lazio alla Toscana (dove si paga 500 euro). Dice Zingaretti: «In queste ore ne sta discutendo a Roma presso la sede della Regione Veneto il gruppo tecnico interregionale con l’obiettivo di arrivare a definire una proposta unica valida in tutte le regioni ed evitare il caos tariffario che si sta verificando. Mi è parso più saggio attendere che alimentare confusione».

Si inizierà a breve nei primi tre centri pubblici.

Attualmente l’unico in funzione a Roma è quello del S. Anna. La struttura del S. Filippo Neri sarà riaperta a breve poiché si sta risolvendo il problema del certificato antincendio, lo stesso vale per il Pertini. Per i centri del S.Camillo, Gemelli, S. Maria Goretti di Latina, e Policlinico Umberto I, le procedure di autorizzazione sono ormai definite.

Su una platea di 48 centri, tanti erano quelli che si erano registrati presso l’Istituto superiore di sanità, solo 23 sono risultati in possesso dei requisiti richiesti, così come accertato dai tecnici del Centro nazionale trapianti incaricati dell’istruttoria. Sette sono centri pubblici, 16 privati. Due di questi attivi a Sora e Frosinone hanno già ottenuto il via libera, due, pur avendo i requisiti, hanno rinunciato. Dunque alla fine dell’istruttoria i centri operativi saranno 21.

«Chiudiamo cosi una fase di assoluta incertezza, e vero e proprio caos, durata anni – dice Zingaretti – restituendo un sistema di centri in grado di dare alle donne e alle famiglie assistenza di qualità in totale sicurezza. Il Lazio torna ad essere, anche in questo campo, una regione all’avanguardia, più civile e più umana».

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