Roma, droga nascosta tra le tombe e pusher tra i fiorai: 7 arresti a Prima Porta

Lunedì 10 Ottobre 2016
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La Polizia di Stato ha arrestato i pusher che spacciavano all'esterno e all'interno del cimitero di Prima Porta di Roma. Con l'operazione 'Faraonè, infatti, sono state eseguite 7 misure cautelari emesse dal Gip del Tribunale di Roma, a carico di altrettanti cittadini nord Africani, indagati per aver gestito in concorso una fiorente attività di spaccio. L'indagine ha avuto origine dagli ordinari servizi di controllo del territorio svolti dalla Polizia nell'ambito dell'attività di prevenzione e repressione della criminalità, che hanno permesso di verificare una anomala presenza di autovetture nei pressi del cimitero di Prima Porta anche negli orari serali e di chiusura.
Nel corso dell'attività investigativa è stata riscontrata l'esistenza di una vera e propria piazza di spaccio gestita dal gruppo criminale, che utilizzava come copertura per l'illecita attività alcuni furgoni adibiti alla vendita dei fiori. Occultate all'interno della vegetazione erano presenti delle vere e proprie postazioni per il confezionamento della sostanza stupefacente, con sedie, coltelli e veline.

La rete di pusher, composta prevalentemente da cittadini africani, sfruttava la vegetazione della zona anche per nascondere apposite 'vedettè, con il compito di segnalare l'arrivo delle Forze dell'Ordine. La droga era venduta principalmente sulla via Flaminia. Lo spacciatore, apparentemente al lavoro tra i banchi di vendita dei fiori, sostando sul ciglio della strada, veniva avvicinato dall'autovettura con a bordo il cliente che, senza scendere dal mezzo, riceveva la droga richiesta. Il cimitero era il luogo dove la droga veniva preparata e confezionata in dosi e nascosta, persino dentro le cappelle e i mausolei tombali, pronta per essere venduta.

Ultimo aggiornamento: 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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