Cortei Roma, è allarme: fermati 5 black bloc francesi

Sabato 19 Ottobre 2013 di Riccardo Tagliapietra e Paola Vuolo

Erano arrivati dalla Francia i cinque black bloc fermati giovedì notte per un controllo, a due passi da Montecitorio, alle spalle della Camera dei deputati e della Presidenza del consiglio. Dovevano preparare qualcosa e infilarsi tra i manifestanti che hanno dato vita ieri allo sciopero generale proclamato dai sindacati di base, andato in scena senza problemi. Poi, i cinque, avrebbero dovuto partecipare alla manifestazione prevista per oggi pomeriggio a Roma, che porterà in piazza le sigle antagoniste e gli anarchici, assieme a studenti e lavoratori; protesta che continuerà fino a domani mattina, con una sorta di accampamento improvvisato davanti al ministero delle Infrastrutture vicino a Porta Pia.

Una due giorni di mobilitazioni, che ha fatto scattare un piano di sicurezza imponente, nella cui rete sono finiti i francesi già espulsi, che hanno tra i 20 e i 40 anni. Tre di loro erano inseriti nel database degli investigatori. Sono tra le persone denunciate per turbativa dell’ordine pubblico all’estero e anche in Italia, avevano partecipato a scontri e disordini durante le manifestazioni No Tav in Val di Susa. Altri due risultano indagati in Francia per terrorismo.

I francesi non hanno dato nessuna spiegazione sulla loro presenza nella capitale e in particolare nella piazza che si trova alle spalle dei palazzi della politica, obiettivi ritenuti «sensibili». Così i cinque sono stati «scortati» da una macchina della polizia fino a Ventimiglia, e gli agenti si sono assicurati che oltrepassassero il confine.La tensione cominciata nella notte è proseguita anche ieri mattina quando un gruppo di anarchici con il volto mascherato, ha tentato di infiltrarsi alla manifestazione dell’Usb, mentre vicino all’università «La Sapienza», i carabinieri e la polizia scoprivano un furgone con dentro manici di piccone, biglie di vetro, sassi, manganelli retrattili. Gran parte di queste armi improprie era stata appena comprata in alcuni negozi della Capitale. Roma quindi resterà blindata, le operazioni di controllo proseguiranno anche nelle prossime ore in tutta la città e nella provincia, le forze dell’ordine pattuglieranno stazioni ferroviarie e caselli autostradali e aeroporti.

LA GALASSIA ANTAGONISTA
I temuti No Tav, sono diventati «un nome che raccoglie più identità», spiegano gli investigatori, «un laboratorio di guerriglia da usare all’occorrenza», come cita un recente documento del Viminale. Cui si sommano gli antagonisti duri e puri. Quelli del laboratorio Acrobax di Roma, impegnati anche nel sociale, gli Askatasuna di Torino, il Gramigna di Padova (dove passò l’inchiesta del pm di Milano Ilda Boccassini sulle nuove brigate rosse). Si aggiungono i Cinefuegos toscani, i Carc, i Reds (red and anarchy skinheads) di San Lorenzo, quartiere popolare di Roma. Alcuni dei quali sono stati protagonisti in passato, secondo i servizi, di «terrorismo urbano».
E così se il primo round andato in scena ieri è filato via liscio, ora si teme per il bis. Prefettura e questura rimangono in stato di massima allerta.

LA PREVENZIONE
Le strade d’accesso alla Capitale sono presidiate dalle pattuglie che perquisiscono auto e bus sospetti. Una rete di sicurezza che da stamattina stringerà ancora di più le sue maglie. Blindati con centinaia di agenti i palazzi del potere, sia del centro storico, che della zona a nord dove passerà il corteo. Obiettivi sensibili sono anche banche, agenzie interinali, ministeri. Oltre a ciò che accadrà lungo il percorso della manifestazione antagonista, gli investigatori temono azioni mirate contro altri «bersagli» sparsi per la città. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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