Roma, quel concorsone dei vigili e il giallo dei voti ribaltati

Giovedì 10 Settembre 2015 di Michele Galvani
ROMA Voti cancellati e cambiati senza spiegazione, fogli con segni distintivi, dimissioni lampo di due commissioni, schede sparite e risultati totalmente sovvertiti a distanza di quasi 3 anni. Il gran pasticcio del concorso per l'assunzione di 300 vigili urbani a Roma - datato 21 dicembre 2012 - finisce al Tar. Circa 500 concorsisti passati alla prima selezione ed esclusi alla seconda, hanno deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo attraverso lo studio legale Gallone & Urso per chiedere «l'annullamento della rivalutazione degli elaborati» e ordinando «alla nuova amministrazione una nuova e diversa Commissione esaminatrice». In alternativa, «ove Codesto Tar non ritenesse necessario procedere alla rivalutazione degli elaborati, ammetta i ricorrenti a sostenere con riserva la prova orale». L'accusa fa leva su un ambito puramente numerico: la prima commissione aveva promosso 2263 aspiranti vigili, bocciandone 408. Il nuovo risultato, pubblicato il 15 giugno 2015 all'Albo Pretorio di Roma Capitale, vedeva esattamente e «curiosamente» come sottolineano gli avvocati nelle 80 pagine depositate, le cifre invertite: 2263 bocciati, 408 promossi.



PRIMO STEP Dopo la prova preselettiva, il 26 luglio 2012, veniva nominata la Commissione esaminatrice, composta dal presidente Angelo Giuliani, da Donatella Scafati e Maurizio Sozi.



La prova scritta consisteva in 5 domande con 4 ipotesi di soluzione, tra le quali scegliere la risposta corretta e svolgere un commento. Le domande vertevano su specifiche materie e facevano parte di un archivio di 100 domande previamente fornito dalla società Praxi e pubblicato l'11 dicembre 2012 sul sito istituzionale www.comune.roma.it. Per essere ammessi alla successiva prova orale, i concorrenti avrebbero dovuto ottenere una votazione di almeno 7/10 nella prova scritta; il 21 dicembre 2012 presso la Nuova Fiera si svolgeva la prova scritta (2671 concorrenti). Il fatto di aver pubblicato l'archivio delle 100 domande 10 giorni prima, creava le condizioni affinché quasi tutti i 2671 candidati rispondessero correttamente a tutte e cinque le domande. Infatti, 2263 candidati conseguivano l'idoneità alla prova scritta, mentre soli 408 risultavano non idonei. Ma a questo punto, il 9 maggio 2013 (giunta Alemanno), sul sito del Comune appare un comunicato: «Agli uffici capitolini è stato chiesto di nominare una nuova Commissione per il Concorso di Istruttore di Polizia Municipale». Dietro la decisione, un'inchiesta pendente sul comandante dei vigili Angelo Giuliani. La nuova Commissione, composta dal presidente Costantino Salvatore e dai membri Attilio Vallante e Angela Raimondo, ancor prima di iniziare i lavori, si ferma: il presidente si dimette per ragioni strettamente personali. Il 14 febbraio 2014, veniva nominato nuovo presidente della Commissione Alberto Capuano: ma il 4 marzo, sempre per motivi personali, anche Capuano lascia.



A questo punto, il 25 marzo 2014 veniva nominato nuovo presidente Vincenzo Greco, insieme al componente Raffaele Grande. La nuova commissione prende i plichi sigillati e «con motivazione assolutamente illogica e contraddittoria», scrivono gli avvocati decideva di «mantenere la numerazione progressiva posta sulle buste dalla Commissione nella precedente composizione e mantenere visibile la valutazione numerica attribuita da questa ultima Commissione a ciascun elaborato». Secondo il ricorso «i nominativi, in assenza di occultamento della numerazione progressiva e della valutazione numerica non potevano assolutamente ritenersi anonimi».



Al punto 27 del dossier, i ricorrenti lamentano il fatto che all'esito dei lavori di ricorrezione compiuti dalla Commissione esaminatrice insediata il 25 marzo 2014, «non vi sia più traccia delle 2671 schede di valutazione degli elaborati che la prima Commissione esaminatrice aveva predisposto in sede di correzioni». Alcuni partecipanti parlano poi di segni di riconoscimento su 226 elaborati che «apparivano sospetti in quanto presentavano tutti lo stesso presunto segno posizionato in alto a sinistra del foglio».



LA COINCIDENZA

Il nodo cruciale della vicenda è al punto 28. Scrivono Gallone & Urso: «Rispetto alla prima correzione, dopo la quale risultavano esserci 2263 candidati idonei e 408 inidonei, all'esito della ricorrezione compiuta dalla nuova Commissione, risultano esserci 408 candidati idonei e 2263 candidati inidonei. A parte la singolarissima coincidenza di vedere esattamente invertito il rapporto fra idonei e non idonei, è rilevantissimo lo scostamento della seconda correzione rispetto alla prima, pur avendo le due Commissioni esaminatrici, utilizzato, o perlomeno dovuto utilizzare, i medesimi criteri di correzione.



E i verbali delle operazioni concorsuali non recano alcuna indicazione o motivazione che possa giustificare le ragioni di tale rilevantissimo scostamento tra le due valutazioni che ha portato la graduatoria provvisoria degli idonei dall'85% al 15%». E ancora: «La Commissione, avrebbe dovuto quanto meno fornire una motivazione delle ragioni per cui ciò sia accaduto, dissipando così i fortissimi dubbi che, allo scopo di liberarsi di una lunga graduatoria di idonei dalla quale attingere negli anni a venire, la Commissione abbia operato mossa dall'intento di bocciare il maggior numero possibile di candidati». Ultimo aggiornamento: 15 Settembre, 11:56

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