Salari accessori, riforma entro il 31 luglio: in arrivo tagli e stretta sugli arretrati

Lunedì 9 Giugno 2014 di Simone Canettieri
10
Il punto di caduta non cambia: il Comune vuole chiudere la riforma dei salari accessori entro il 31 luglio, i sindacati chiedono più tempo. Quanto? Più tempo, e basta. In mezzo, c’è stato lo sciopero di venerdì scorso, con la città paralizzata (e il caso dei dipendenti, circa 2.000, che si sono messi in ferie in extremis per non rinunciare alla giornata di lavoro). Ecco, partendo da queste due posizioni ancora molto distanti tra di loro, per non dire inconciliabili, domani il tavolo sui salari accessori tornerà a riunirsi in Campidoglio. Il vertice era in programma per lo scorso mercoledì, ma i confederali in vista dello sciopero chiesero di spostarlo per aggiornarlo appunto a domani. L’idea di Palazzo Senatorio è semplice: «discutere nel merito» delle nuove indennità, senza più gettoni a pioggia, ma con salari accessori agganciati alla produttività, così come imposto dagli ispettori del Mef. I sindacati, al contrario, non sembrano intenzionati a scendere dalle barricate: il termine del 31 luglio lo considerano «troppo perentorio». Ma il Comune ha già fatto una croce sul calendario: non la cancellerà perché anche così vuole il ministero. Il sentiero dunque è stretto e l’esito della trattativa, inasprita dalla sciopero, è di difficile previsione. Anche perché, politicamente, il Pd, principale azionista dell’amministrazione, non sembra parlare con una voce unica.



LE NOVITÀ

Intanto, il Comune proprio questa settimana inizierà il tour nei vari dipartimenti per illustrare "cosa cambia" e "come". L’assessore al Personale Luigi Nieri spiegherà ai dipendenti la «rivoluzione» partendo da un caposaldo: chi darà di più, in termini di disponibilità ed efficienza, arriverà a guadagnare cifre maggiori rispetto a quanto percepisce ora in busta paga. Giusto per fare un esempio: ci sarà un nuovo bonus (da 240 euro) per le turnazioni, almeno quelle che permetteranno ad alcuni uffici di restare aperti più a lungo distribuendo il personale in servizio su diverse fasce orarie. Di sicuro, spariranno tutte le voci strampalate bacchettate da via XX Settembre: dall’indennità per la «manutenzione della divisa» dei vigili urbani a quella di «effettiva presenza in servizio» degli amministrativi.



PALAZZO CHIGI

La settimana che inizia oggi sarà decisiva, o almeno chiarificatrice, anche per un’altra partita: quella del passato. Quando cioè il Comune dispensava indennità a pioggia. L’articolo 4 del decreto legge numero 16, il Salva-Roma ter, ha stabilito che «il salario accessorio indebitamente versato dagli enti debba essere recuperato, anche a rate». Il timore dei dipendenti è che il Campidoglio possa chiedere loro i soldi guadagnati «in maniera illegittima». Nieri e il sindaco Marino continuano a ripetere: questa ipotesi non esiste.



Ecco perché dal tavolo nazionale che si sta occupando del caso per giovedì dovrebbe arrivare una circolare interpretativa. Cosa dovrebbe prevedere? Che la restituzione dei fondi non gravi sugli stipendi dei dipendenti ma sia ottenuta attraverso un definanziamento di pari entità dei fondi previsti per il salario accessorio dei prossimi anni per i Comuni, come quello di Roma, che sono stati censurati dalla Ragioneria dello Stato. Ultimo aggiornamento: 08:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA