Casale delle Arti, progetto sogno per i ragazzi autistici a Roma: ma non arriva via libera del Campidoglio

Mercoledì 21 Febbraio 2018 di Cristina Montagnaro
«Dare una possibilità di vita e di crescita ai ragazzi e ragazze affetti da autismo non lasciarli abbandonati a se stessi ed essere punto di riferimento per le famiglie». E’ questo l’obiettivo del progetto sogno “Casa delle Arti”, nato dalla forza delle famiglie di ragazzi autistici come Natalia Poggi e suo marito Gianluca Nicoletti, giornalista e scrittore. Poteva essere un bel sogno realizzabile e invece rischia di arenarsi, perché dal Campidoglio e dalla sindaca Virginia Raggi arrivano solo risposte generiche e nessuna data precisa.

Il sogno “Casale delle Arti”, immaginato dall’associazione Insettopia onlus, vuole  riqualificare un edificio abbandonato che si trova a Roma, nel primo Municipio, proprio all’ingresso del Parco di Monte Mario, in via Gomenizza, immerso nel verde e trasformarlo così in una struttura specializzata dove i ragazzi, dopo i 18 anni, possono stare bene, seguire laboratori di giardinaggio, artistici, di musica e di sport, con l’aiuto dei specializzandi in neuropsichiatria dell’università di Torvergata. 

Il progetto ha il via libera del ministero dell'Istruzione, Università, ricerca, e l'università Roma Tor Vergata darebbe l'apporto scientifico. Il casale, che  si trova nel Parco di Monte Mario, è un immobile di proprietà del Comune di Roma, ristrutturata per attività sociali e ora in stato di abbandono.

«Il comune di Roma - afferma Natalia Poggi - dà risposte generiche cincischia, abbiamo la partnership della regione Lazio e del ministero dell’Istruzione, università e Ricerca, ma senza  l’impegno del Comune rischiamo che il progetto salti. Io sono mamma di un ragazzo Tommy che ha 20 anni, autistico, e tanti ragazzi come lui rischiano di non saper cosa fare dopo l’uscita dalla scuola, anzi  stanno a casa a guardare la tv, nel migliore delle ipotesi».

E’ la rabbia di una madre che non dorme la notte quando pensa che quando lei non ci sarà più suo figlio sia abbandonato a se stesso. Ed è cosi che insieme a suo marito Gianluca Nicoletti e all’associazione Insettopia onlus, hanno scritto una lettera aperta alla Sindaca di Roma Virginia Raggi, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e alla ministra dell’Istruzione università e Ricerca Valeria Fedeli. «Non voglio essere un alibi nei giorni in cui tutti promettono tutto, non voglio che ancora una volta, per farsi belli, si giochi sulla vita e sulle speranze dei nostri ragazzoni strampalati», si legge nella lettera.

«Non vorrei pensare che noi autistici siamo stati presi in giro, ma è nei fatti che ci hanno assicurato che sarebbe stato imminente l’inaugurazione di un progetto sensato e rivoluzionario per tentare di dare una risposta concreta dove tutte le istituzioni stanno fallendo: assicurare una vita dignitosa e inclusa a persone autistiche che hanno tatuata addosso la data di scadenza per smettere di essere cittadini con dei diritti», continua la lettera. «Io ci ho creduto, con pochi genitori eravamo convinti dell'idea, forse folle, che per Tommy e gli altri si sarebbe potuto costruire un destino diverso a quello di diventare 'una retta' per l'istituto che li accoglierà quando a noi toccherà morire. Per adesso non c'è stata però nessuna firma. Penso che, almeno a Roma Capitale d'Italia, costruire un progetto di vita per autistici sia impossibile».

A questa accorata lettera il Comune ha risposto in modo generico, circa tre giorni fa: «Sosteniamo con convinzione il progetto di un centro polifunzionale dedicato alle ragazze e ai ragazzi con autismo e alle loro famiglie presso l’immobile di proprieta’ capitolina in via Gomenizza. E’ in corso un’intensa interlocuzione con il Miur per definire gli atti necessari, nell’ottica di una positiva sinergia tra istituzioni verso un obiettivo comune». Ma fino ad oggi, nessuna data di inizio, e nessun accordo per cominciare davvero.

Sul progetto Casale delle Arti è intervenuto su Facebook e Twitter anche il deputato del Pd, Michele Anzaldi: «Per far partire il progetto manca solo una firma del Comune di Roma, che però resta colpevolmente fermo. La questione, evidentemente, non interessa alla sindaca Raggi. E allora il prefetto commissari il Campidoglio su questo singolo atto, valuti la possibilità di utilizzare poteri sostitutivi e dia avvio ai lavori per il recupero della struttura abbandonata che è stata individuata in via Gomenizza per ospitare il centro». 

«Le ragazze e i ragazzi con autismo - afferma Anzaldi - insieme alle loro famiglie, hanno gli stessi diritti di tutti i cittadini. Tenere fermo questo progetto, dopo che ci sono state tutte le interlocuzioni istituzionali necessarie, dopo gli ok di Municipio, Regione e Ministero dell’Istruzione, si configura come una grave inadempienza che priva quei cittadini di un loro preciso diritto. A questo punto deve intervenire la Prefettura».

  Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 10:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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