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Caldo e siccità a Frascati: l'uva è quasi cotta

La vendemmia a Frascati
di Luigi Jovino
2 Minuti di Lettura
Domenica 13 Agosto 2017, 17:30
Rese per ettaro ridotte del 20 per cento, l'uva quasi cotta pronta per la vendemmia e il bouquet aromatico ridotto ai minimi termini: questo è l'anno horribilis per il vino Frascati Docg e i produttori alzano il prezzo. Per la mancanza di precipitazioni e per il caldo soffocante c'è stato un blocco vegetativo e sui tralci c'è consistente calo di uve rispetto allo scorso anno. La vendemmia sarà anticipata, ma certamente non sarà una annata da ricordare. Inoltre, una escursione termica giornaliera di cinque-sei gradi, mai così bassa negli ultimi anni, non ha permesso lo sviluppo del carico di aromi che caratterizza il vino Frascati, locomotiva dell'enologia laziale. «L'uva però afferma - Oreste Molinari, componente del consiglio d'amministrazione del Consorzio tutela del Frascati Docg - è sana perché non ci sono state parassitosi e anche quest'anno il nostro prodotto avrà un alto livello di qualità».

Le bizze climatiche rischiano di compromettere i progetti di sviluppo avviati dal Consorzio di tutela, che per il secondo anno consecutivo ha ottenuto dalla Regione Lazio l'autorizzazione a ridurre le rese per ettaro a vantaggio della qualità. Non si aspettava però che la mancanza di precipitazioni portasse a una ulteriore riduzione della produzione. «Quest'anno riprende Molinari ci sarà pochissima uva e ci aspettiamo che le aziende vitivinicole ripaghino gli agricoltori per il prodotto fornito». Infatti tra agricoltori e aziende c'è stato un primo incontro per fissare il prezzo delle uve, che non è andato a buon fine. Gli agricoltori, considerata la mancanza di materia prima hanno chiesto di alzare il prezzo delle uve a 45 euro a quintale, 7 euro in più rispetto all'anno scorso. Le aziende imbottigliatrici, però, non ne vogliono sapere e sono orientate a concedere un prezzo di 42 euro a quintale. Il mercato delle uve Frascati Docg condiziona il prezzo di tutte le altre uve del Lazio ed è continuamente monitorato dagli operatori del settore. Secondo i dirigenti del Consorzio di Tutela per ripagare gli agricoltori delle spese affrontate il prezzo delle uve non dovrebbe essere inferiore a 50 euro a quintale. «Concordo - dice Fabrizio Santarelli, titolare di una azienda vitivinicola - con le legittime aspirazioni degli agricoltori. La forbice del prezzo delle uve quest'anno deve essere tenuta alta se vogliamo conservare i vigneti residui, che sono anche un emblema caratteristico del paesaggio».