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Roma, bivacchi e incuria: il suk Porta Maggiore

Roma, bivacchi e incuria: il suk Porta Maggiore
di Valeria Arnaldi
2 Minuti di Lettura
Sabato 4 Novembre 2017, 08:02 - Ultimo aggiornamento: 08:59
Bottiglie di plastica o vetro vuote, lattine schiacciate, cartoni, buste, avanzi di cibo. Poi, indumenti. Vecchie sacche piene di stracci, giacche e magliette strappate o logore, inutilizzabili, gettate in terra. Perfino una scarpa. E, seguendo il tracciato segnato da vestiti e rifiuti, la sorpresa di un dormitorio improvvisato, ma tutt'altro che casuale, nascosto nel verde. Poco distante, un suk frequentatissimo, attivo sin dalle prime ore del mattino. E, ai semafori, lavavetri e questuanti, non di rado giovanissimi. È la fotografia quotidiana del degrado che circonda - e spesso invade - Porta Maggiore. L'area verde intorno alle Mura Aureliane è chiusa ma, a giudicare dalla spazzatura presente, è frequentata da molti, di giorno e soprattutto di notte. A testimoniarlo i segni di pasti consumati e giacigli ricavati nell'erba lasciata crescere tanto selvaggiamente da offrire un morbido giaciglio a senzatetto e sbandati anche in autunno inoltrato, complici le temperature ancora abbastanza miti. Il tasso alcolico spesso è alto.
Basta contare le bottiglie di birra in terra per averne una misura. Il degrado è evidente ma, paradossalmente, è nascosto dall'incuria. Il verde sembra essere stato dimenticato. Erbacce crescono spontaneamente, tanto alte da celare molto agli sguardi. E il loro sviluppo straordinario interessa anche i resti archeologici. Piante selvatiche e arbusti si inerpicano sulla Porta stessa e coprono gran parte delle Mura.

L'INCURIA
Alcune piante sovrastano i resti della porta onoriana. Sono lunghi i rampicanti che scendono dal sepolcro di Marco Virgilio Eurisace, risalente al I secolo a.C., che racconta la vita dell'uomo, fornaio romano, e, attraverso forma e decorazioni, l'arte della panificazione nell'antica Roma. A ridosso dell'area, in piazza di Porta Maggiore, venditori abusivi di merce di ogni tipo. Teli stesi sui marciapiede sono usati per mostrare - e se occorre, raccogliere in fretta - giacche, maglie, felpe, occhiali scuri. Tutti pezzi unici. Non mancano scarpe, telefonini o cover. Bracciali, sciarpe e bottiglie di acqua sono venduti da abusivi che si mescolano ai passanti. Un cartone è la base per giocattoli e antistress. La domenica mattina, il suk è ancora più frequentato. I residenti, ormai abituati allo scenario, passano senza curarsene: «Quest'area è abbandonata a se stessa», lamentano. Solo turisti e visitatori si stupiscono.
Sì perché la zona è meta di visite. Qui convergevano otto acquedotti. Qui furono edificati colombari e ipogei. Qui, appunto, la tomba di Eurisace, caso unico nella storia della città - e non solo - per la forma che richiama quella dei recipienti per la panificazione. E qui, poco distante, sotterranea, la cosiddetta Basilica Neopitagorica. Un tesoro nascosto, scoperto casualmente a seguito di un crollo verificatosi durante i lavori per la costruzione del viadotto ferroviario, proprio cento anni fa, nel 1917. Intorno - e sopra - a quel rinvenimento eccezionale la città è cresciuta. Purtroppo, anche il degrado.