Roma, bimbo di 4 anni rischia di annegare al centro estivo. Il papà denuncia: «L'hanno perso di vista»

Mercoledì 11 Luglio 2018 di Veronica Cursi
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Quando aveva iscritto il suo bimbo di 4 anni al centro estivo vicino casa si era raccomandato subito con gli organizzatori: «Mio figlio non sa nuotare, non deve entrare per nessun motivo nella piscina grande». E invece lunedì 2 luglio, il primo giorno di campus all’Universal club di Morlupo, suo figlio in quella vasca non solo ci è entrato. Ma ha persino rischiato di annegare.

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Daniele Di Sora non dimenticherà mai la telefonata arrivata quella mattina: «Corra suo figlio ha vomitato in acqua». «Pensavo ad una congestione», racconta il papà. Invece il bimbo era andato in arresto cardiaco, l’avevano rianimato e lo stavano trasportando con l’eliambulanza al Gemelli di Roma. Una tragedia scampata. Ancora non è chiaro cosa sia successo in quei pochi istanti. Giulio (il nome è di fantasia) era con altri bambini, una ventina in tutto, nel campus estivo che ogni anno a Morlupo, paesino vicino Roma, organizza quelle settimane di gioco. Nella struttura ci sono due piscine, una destinata ai bimbi più piccoli, l’altra - più grande - dove l’acqua sarà profonda poco più di due metri. Il bimbo era proprio lì accanto quando - per cause ancora da chiarire - è finito dentro.

Sul caso indagano i carabinieri della stazione di Bracciano, diretti da Alessandro Papuli. Dalle prime verifiche e dal racconto di alcuni testimoni sembra che si sia trattato di un incidente: il bambino si sarebbe avvicinato alla piscina grande tuffandosi senza braccioli. Ma sarebbero emersi anche altri racconti: «Il figlio del proprietario - spiega il papà - ha detto che mio figlio si è tuffato con i braccioli e gli si sono levati tutti e due nello stesso momento. Qualche altro testimone che è stato spinto da bambini più grandi». Fatto sta che Giulio è caduto in piscina ed è rimasto sott’acqua almeno per quaranta secondi, come diranno poi i medici.

Quando è stato tirato fuori, si è temuto il peggio: «Gli hanno fatto un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca fino all’arrivo dei soccorsi - racconta ancora Daniele - Giulio è rimasto in terapia intensiva per due giorni ed è ancora ricoverato in ospedale nel reparto di pediatria da dove, si spera, verrà dimesso sabato».

Le indagini chiariranno meglio cosa sia successo. Ma il papà ha voluto denunciare l’accaduto «perché certe cose non si ripetano più». «Il bambino non ricorda nulla e fortunatamente non ha avuto traumi. Ma certo è che anche solo per 40 secondi l’hanno perso di vista. Chi doveva vegliare su di lui non l’ha fatto. E questo non deve succedere».

Ultimo aggiornamento: 13 Luglio, 17:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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