Baby squillo ai Parioli: «Pensavo: tanto tra un’ora è finita»

Domenica 16 Marzo 2014 di Cristiana Mangani

źNon ero felice per niente. Svuotavo la testa e dicevo "vabbŔ, tanto Ŕ un’ora, poi Ŕ finito"╗. Sembra cresciuta in fretta, Agnese, la pi¨ piccola delle due ragazzine che si prostituivano in viale Parioli. Ma soprattutto sembra liberata e cosciente. Basta parlare di borse e vita lussuosa, di denaro facile e vestiti griffati. Quello che le ├Ę successo ├Ę molto di pi├╣: c’├Ę una storia di solitudine e di disagio, di servizi sociali "distratti", di famiglie complicate. Al punto che lo sfruttatore, Mirko Ieni, diventa una persona cara: ┬źEra un amico - racconta - ci dicevamo tutto, anche se avevamo un problema┬╗. Seduta davanti ai pm per l’incidente probatorio con il quale ├Ę stata "cristallizzata" la sua testimonianza, la ragazzina oggi quindicenne, spiega perch├ę lei e Angela hanno scelto di prostituirsi, e chiarisce che ├Ę stato fatto pi├╣ per inconsapevolezza, ma ┬źcon tanti rimorsi e paure┬╗.

LO SFOGO

La sua ricostruzione di quei mesi passa per la scuola (┬źdove non andavo praticamente mai┬╗), per i servizi sociali (┬źli avr├▓ visti un paio di volte quando sono venuti da mio fratello che ├Ę malato┬╗), per i clienti, alcuni dei quali le facevano ribrezzo. ┬źNon ero felice ma volevo l'indipendenza economica - spiega - Cercavo di mettermi nei panni di una persona che stava facendo un lavoro normale┬╗. Le prime volte, per├▓, ├Ę stato brutto, aveva paura: ┬źPensavo, che gente mi capita? E se ti violentano? Poi piano piano ho capito che erano tutti deficienti┬╗. Lei per difendersi, quando si trovava con un uomo, un adulto, provava a vestire i panni di un’altra. A dimenticare di avere 14 anni. La decisione di iniziare ├Ę arrivata da internet. ┬źStavamo cercando di fare un lavoretto che fosse adatto un po’ alla nostra et├á - confermano tutte e due - Per esempio le dog sitter, ci servivano i soldi per andare a Ponza┬╗. Le cose per├▓ hanno preso una piega diversa. ┬źQuando la mia amica mi ha parlato della prostituzione perch├ę aveva conosciuto Nunzio Pizzacalla cliccando su una proposta "lavorare poco, guadagnare tanto" - ricorda - Io le ho detto "ma cosa fai? Sei scema?"┬╗. Poi Angela ha cominciato a guadagnare tanto. E allora - ammette - ┬źpur essendo confusa, piano piano, alla fine mi sono fatta un po’ trascinare┬╗.

LA FAMIGLIA

Dal verbale reso il 5 febbraio scorso emerge anche il difficile contesto familiare. La pi├╣ grande non ha rapporti con la madre dopo che lei ha scoperto cosa faceva veramente. Un quadro drammatico condito da scelte estreme come il non farla pi├╣ entrare in casa e lasciarla a dormire sulle scale. Diverso il rapporto di Agnese: sua madre ├Ę stata arrestata con l’accusa di averla sfruttata, di aver speculato sulla sua vita sbandata. Ma lei continua a proteggerla. ┬źLe avevo detto che spacciavo non che mi prostituivo - ripete, come se fosse normale per una madre accettare che una figlia traffichi in droga - le davo cento euro al giorno. Mio padre l'ho visto l'ultima volta che avevo tre anni. In casa non ├Ę mai stato facile, mio fratello sta male, ├Ę iperattivo e ha problemi┬╗. La separazione dei genitori ├Ę stata il primo momento nero. ┬ź├ł stato un brutto periodo per mia madre - continua Agnese - ha avuto un periodo di debolezza, ma non ci ha mai fatto mancare niente, ├Ę stata sempre una brava mamma┬╗.

La donna si trova agli arresti domiciliari, ma ha il divieto assoluto di vedere la figlia. La ragazzina pu├▓ incontrare la nonna e la zia, anche se resta sempre sotto tutela in una casa famiglia. Di recente ha ripreso ad andare a scuola, ma nell’istituto nessuno sa che ├Ę lei la giovanissima dello scandalo dei Parioli.

GLI INDAGATI

Nel frattempo, il procuratore aggiunto Maria Monteleone e il sostituto Cristiana Macchiusi, stanno andando avanti con le indagini. Chiederanno il rito immediato per i clienti, come Mauro Floriani, per i quali ritengono sia stata accertata la responsabilit├á. E si avviano a notificare il 415 bis, ovvero la chiusura dell’inchiesta, a sei indagati della prima ora, quelli che sono finiti in carcere. Chiusa la parte sullo sfruttamento e la cessione di droga, dunque, si andr├á avanti sui frequentatori. Finora ne sono stati individuati 40, venti dei quali sono gi├á stati iscritti. Dieci di questi hanno chiesto il patteggiamento.

Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 08:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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