ATAC

Atac a rischio fallimento,
tensione tra Comune e Regione

Giovedì 11 Settembre 2014 di Fabio Rossi
Ballano cento milioni di euro: la distanza tra il salvataggio e il fallimento di Atac è la stessa che separa il Campidoglio dalla Regione.



Riassunto delle puntate precedenti: l’ultimo capitolo ancora in bilico del piano di rientro del Comune di Roma riguarda i fondi per il trasporto pubblico locale. La Regione ha aumentato fino a 140 milioni i trasferimenti per l’Atac, ma Ignazio Marino ha lanciato l’allarme: «Per garantire il servizio ne servono 240, altrimenti saranno a rischio anche gli stipendi di ottobre». Una matassa difficile da sbrogliare. «Nel triennio Atac deve risparmiare 140 milioni di euro, un risparmio importante e significativo - spiega Guido Improta, assessore capitolino alla mobilità - Obiettivo del 2014 è dimezzare le perdite rispetto al 2013, quindi intorno ai 120 milioni». Insomma, osserva Improta, «laddove arrivassero i 100 milioni della Regione, si arriverebbe a chiudere il bilancio 2014 a meno 20 milioni». L’assessore lancia un segnale a Palazzo Chigi: «Non si può dire il piano di rientro va bene ma la questione dei trasporti se la devono vedere Roma e la Regione». Ma il messaggio fatto circolare negli ultimi giorni da Palazzo Senatorio è forte e chiaro: «La Pisana dà troppi soldi al Cotral, rispetto ai trasferimenti destinati all’Atac». E Improta conferma: «I 140 milioni dati dalla Regione a Roma sono insufficienti».



LE SOLUZIONI

Al governo viene chiesta, più o meno esplicitamente, la possibilità di farsi «prestare» 100 milioni dalla gestione commissariale del debito ante 2008 del Campidoglio. Un’ipotesi che, però, presenta due controindicazioni: sarebbe un nuovo contributo una tantum del commissario, dopo quello utilizzato dall’amministrazione comunale per chiudere i conti del bilancio 2013; e, soprattutto, non risolverebbe in maniera strutturale il problema, che si riproporrebbe pari pari nel 2015.



LA MEDIAZIONE

La Regione, dal canto suo, ha spazi di manovra molto stretti: ha già approvato il suo bilancio 2014, peraltro aumentando i fondi per il tpl della Capitale (ai 140 milioni per Atac se ne aggiungono altri 108 destinati alle tre ferrovie ex concesse), ed è a sua volta impegnata in un difficile percorso di risanamento dei suoi conti, gravati dai debiti della sanità. Peraltro, la Pisana si è già impegnata a incrementare ancora i trasferimenti per Roma nel 2015, ma trovare risorse così importanti nel giro di pochi giorni è impresa obiettivamente difficile. Sul colle capitolino, a questo punto, in tanti auspicano una mediazione del Pd, a partire dai parlamentari romani, per fare pressione sul governo e cercare una soluzione: Palazzo Chigi vuole chiudere tra una settimana la partita del Salva Roma, ma il trasporto pubblico può rappresentare il granello di sabbia che rischia di bloccare l’ingranaggio. Ultimo aggiornamento: 16:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA