Da Pietralata a Termini, ecco i furbetti
che saltano i tornelli della metro

Da Pietralata a Termini, ecco i furbetti che saltano i tornelli della metro
di Camilla Mozzetti
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Giovedì 23 Gennaio 2014, 08:13 - Ultimo aggiornamento: 19:12

Storia sempre uguale a se stessa. Quella dei furbetti che usano gratis i mezzi del trasporto pubblico - dalla metro ai tram e autobus -, e che non ne vogliono sentire di comprare un biglietto a 1,50 euro.

Abituati a eludere le regole, in una città che non riesce a farle rispettare, le stazioni della metropolitana, le fermate dei bus e dei tram, sono zone franche in cui i controlli scarseggiano, il personale dell'Atac, l'azienda del trasporto pubblico della Capitale, è intento a far altro e certi passeggeri ne approfittano. Un gioco forza diventato, ormai, la cifra distintiva del trasporto pubblico romano.

LE INFRAZIONI

Ieri mattina il gabbiotto della stazione metro di Pietralata era vuoto, di personale Atac in servizio neanche l'ombra. Qualcuno si è messo al lavoro solo dopo le 15. Ma anche in questo caso i furbi non paganti sono passati lo stesso. Come un gruppetto di cinque ragazzi che ha scavalcato i tornelli di uscita della metro ed è corso a prendere il treno per Laurentina. Dopo di loro altre tre persone sono passate insieme, timbrando un solo biglietto, mentre alla stazione del Lido di Ostia una signora anziana, con al seguito il carrello della spesa pieno, ha passato senza indugio un varco aperto dal biglietto di un'altra passeggera. È la linea della metro B, quella in cui gli scrocconi trovano pane per i loro denti. Soprattutto le stazioni a ridosso di Rebibbia e quelle in prossimità di Laurentina. Anche la linea A, tuttavia, quella centrale, con i treni più nuovi eppure lo stesso sporchi e maleodoranti, soprattutto nelle ore di punta vede alcuni passeggeri approfittare dello scarso controllo del personale Atac. Dalla fermata della stazione Termini fino a quella di piazza di Spagna. Che ci siano le barriere in plexiglass non importa. Alla fermata di Santa Maria del soccorso i varchi ieri mattina erano quasi tutti aperti e la gente passava senza metter mano alle tasche, alla ricerca di un biglietto che probabilmente non c'era. Uno dei modi più ingegnosi, trascurando il ticket multiplo e lo scavalcamento del tornello, è quello di fingere di aver sbagliato uscita e chiedere cortesemente a quel controllore in servizio di poter rientrare senza dover spendere altri soldi per un nuovo biglietto. «Prego, passi pure», è stata la risposta di un controllore alla fermata Bologna, linea B. Erano le 14.30 e quel dipendente dell'Atac non ha voluto vedere il ticket obliterato. Pensare che lo scorso marzo, proprio l'Atac, aveva dato il benvenuto alla campagna "Buongiorno, biglietto", che puntava a rafforzare i controlli antievasione con una copertura massiccia da parte del personale alle fermate di bus, tram e metro e l'uso, a settimane alterne, di 285 controllori in più che si andavano ad aggiungere ai 235 già in servizio.

LE REAZIONI DEGLI ONESTI

«Da cinque anni pago un abbonamento che per il 2014 mi è costato 250 euro», afferma Cinzia Corselli, 49 anni, all'entrata della metro di Pietralata. «I controlli non ci sono e non ci saranno mai e io pago per tutti, le sembra giusto?». «Non solo rispettiamo le regole - aggiunge Maria Teresa Milano, 72 anni, cardiopatica - la metro è pure sporca, ognuno fa come gli pare e i servizi come le scale mobili o gli ascensori non funzionano quasi mai, pensi quando mi devo portare la spesa da sola». «Noi siamo solo una manica di stupidi perché onesti», aggiunge Roberta Gioberti, 50 anni. «Per andare in centro ho speso 4,50 euro per tre corse della metro, adesso due persone mi sono passate davanti con un solo biglietto». «Ho sentito che il comune vuole attivare i ticket sul cellulare», osserva Cosimo Ritrovato, 45 anni alla stazione di piazza di Spagna. «Prima di pensare alla tecnologia - conclude - pulissero queste topaie».

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