Arte e impresa, un nuovo modo per comunicare e vendere prodotti e servizi: il seminario a Tor Vergata

Mercoledì 11 Giugno 2014 di Angelo Colella
Perché le arti e la cultura sono importanti per il marketing e per le imprese? Come e perché un’azienda deve utilizzare i grandi linguaggi universali delle arti “alte” e “basse” per attrarre e coinvolgere il consumatore del terzo millennio? Queste le principali domande a cui ha dato risposta, oggi, la tavola rotonda organizzata dal Master in Economia e Gestione della Comunicazione e dei Media dell’Università Tor Vergata di cui Il Messaggero è media partner.



L’evento conclusivo di “The living Seminar. Riscrivere mondi. Comprendere e vivere le arti contemporanee” è stato introdotto da Simonetta Pattuglia, direttore del Master, e da Sergio Cherubini, consigliere scientifico. Il talk show, condotto da Maurizio Vanni, direttore generale del Lu.C.C.A. - Lucca Center of Contemporary Art, ha affrontato un tema innovativo – quello del rapporto fra il marketing e la comunicazione aziendale e le arti – a fronte di un paradigma, la conquista del mercato - che sinora per le aziende ha avuto come obiettivo principale di convincere i consumatori e di portarli all’acquisto.



Il consumatore attuale, invece, da considerarsi oggi come persona a tutto tondo più che solo come mero decisore nel comprare oggetti o servizi, è un consumatore reso pessimista dai dati economici generali e del proprio portafoglio dunque attento e restio a spendere. E’ peraltro consumatore sempre più simmetrico all’impresa: ha insomma mille modi – dai mass media ai social sempre più imperanti – per informarsi, convincersi, aderire e scegliere fra mille proposte di marche diverse.



Attraverso il linguaggio di tutte le arti, e delle reazioni che esse generano nelle persone, si cerca pertanto di comprenderne appieno i bisogni o i desideri, o le aspettative, creando forme di marketing e comunicazione affini ai sentimenti e alle emozioni, insomma coinvolgendo.



«Il marketing e la comunicazione aziendali si uniscono sempre più frequentemente alle forme artistiche, plastiche, musicali e dell’intrattenimento - ha sottolineato Simonetta Pattuglia - se vogliono generare empatia dunque condivisione nelle persone verso le quali sono diretti».



Emozione, motivazione, memoria: è dunque fondamentale conoscere il codice celebrale perché, come diceva Leon Battista Alberti, la cultura ha la capacità di smuovere i sentimenti. Gianfranco Marchesi, psichiatra esperto di neuro-estetica dell’Università di Parma e Roberto Héctor Iermoli, biosociopsicologo, dell’Università di Buenos Aires, hanno infatti spiegato come la mente crea le percezioni attraverso il cervello arcaico e “multisensoriale”. Grazie al quale riusciamo a conoscere il mondo. L’arte è uno stimolo -contemporaneamente - al pensiero razionale e alle emozioni: è, insomma, uno strumento di crescita individuale e collettivo.



«Per dar vita a un prodotto ideale e coinvolgente per il consumatore - ha affermato Maurizio Vanni - in una dimensione empatica, non razionale, è necessario che siano chiari la segmentazione di riferimento, gli obiettivi ma soprattutto i linguaggi. Usando la tecnologia come mezzo propulsivo».



Una piccola rivoluzione, interattiva e coinvolgente, è stata portata dall’esperienza di Massimiliano Tonelli, direttore Artribune, testata di arte e cultura contemporanea, che ha voluto rendere il lettore protagonista del mondo artistico, attraverso brevi articoli, scritti in un linguaggio alla portata di tutti, e completati da fotografie e video amatoriali fortemente supportati dall’azione dei social media. Con l’intento di divulgare un messaggio sensoriale all’utente, attrarlo e coinvolgerlo verso le arti e, di conseguenza, le imprese e i loro prodotti. Ultimo aggiornamento: 13 Giugno, 15:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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