Arbitro aggredito a Roma, chi è l'ex ultrà della Lazio che ha salvato la vita a Riccardo

Martedì 13 Novembre 2018

Irriducibile dal cuore d'oro. Yuri Alviti, uno dei leader storici del gruppo ultras della Lazio, si è trasformato nell'eroe della domenica calcistica salvando la vita all'arbitro Riccardo Bernardini. Un passato da ultras duro e puro. Insieme a Diabolik, Toffolo, Er Marchese, Grinta e Arcivieri ha scritto la storia del gruppo degli Irriducibili. Nel bene e nel male. Da sempre unico con idee di sinistra con tanto di tatuaggio di Che Guevara in bella vista. Nessun problema con le anime nere del gruppo, al massimo qualche presa in giro ma nulla di più. Ha vissuto l'epoca d'oro della Lazio di Cragnotti. È stato proprio lui ad incoronare re Beppe Signori sotto la curva Nord.

L'arbitro aggredito a Roma: «Non ho paura, voglio tornare prima possibile in campo»

Non solo bei gesti perché nel 2002 fu tra coloro che aggredirono un giornalista nel ritiro laziale. Con l'arrivo di Lotito cambia l'aria. Il gruppo vive un periodo di crisi a causa delle inchieste e degli arresti in cui viene coinvolto lo stesso Yuri. Condannato in primo grado a 3 anni e 2 mesi e poi prosciolto nella tentata estorsione per la scalata alla Lazio di Lotito. Di professione tassista ma sportivo nell'animo. Trastevere e il Bar San Calisto tra i luoghi più frequentati. Il calcio ma soprattutto la boxe. Istruttore di pugilato, crossfit e preparatore atletico. Ha cominciato all'Atletico Vescovio per poi tentare l'esperienza di allenatore a Tor Bella Monaca. Dopo poco torna indietro, meglio la cura dei muscoli e del fisico.

IRONIA DELLA SORTE
Yuri era il preparatore del Torrenova e prima di soccorrere il povero arbitro era seduto in tribuna. Perché era stato espulso proprio da Riccardo. In passato Alviti, guarda appunto l'ironia della sorte, era stato squalificato per aver aggredito un arbitro un bel po' di tempo fa (rincorreva il direttore di gara con un ombrello). E ora invece eccolo soccorrere e salvare un giovane arbitro. Una vitta tutto o niente: sempre allo stadio e mai allo stadio. Aveva un presidente di riferimento, Cragnotti, e in Curva era un comandante; da Lotito in poi non aveva più un amore, ma uno da contestare, e si è defilato. Oggi il riflettore si riaccende su Yuri per un fatto di cronaca intorno ad un campo di calcio. Stavolta il ruolo è quello dell'eroe. Sembra un film, è la vita.
C.R.
 

Ultimo aggiornamento: 14 Novembre, 07:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA