Roma, all'Anagrafe scioperano i dipendenti-cassieri: «Troppo stress»

Mercoledì 14 Marzo 2018 di Lorenzo De Cicco
L'ammissione è in fondo a una paginetta di comunicato che annuncia uno sciopero in tutti gli sportelli dell'anagrafe di Roma per venerdì prossimo, il 16 marzo. «Così siamo allo sbaraglio scrivono le barricadere sigle di base siamo senza formazione, i conti non tornano». I conti non tornano, negli uffici del Comune? In che senso? I travet capitolini, spiega uno dei sindacati che ha convocato la serrata, non sono pronti per fare i cassieri agli sportelli, come vorrebbe il Campidoglio di Virginia Raggi. «Quando facciamo il conteggio delle reversali, in mezzo al caos, ci si sbaglia, è successo, molte colleghe si sono sentite male», racconta Maria Regina Silvia Garau, la referente dell'Asbel, che firma il comunicato di protesta. E insomma, per via di questa impreparazione di fondo, a cui secondo l'organizzazione si potrebbe porre rimedio solo con una «adeguata formazione», appunto, non possono occuparsi della nuova mansione, che poi, stringendo, si potrebbe descrivere così: vendere qualche marca da bollo ai cittadini in fila per il rinnovo di un documento, incassando contanti o sfruttando il pos, il terminale del bancomat per i pagamenti elettronici.

Fino a oggi a occuparsi dell'incarico sono stati alcuni impiegati esterni, dipendenti di un gruppo di banche con cui il Campidoglio aveva firmato una convenzione. Scaduto l'accordo, per risparmiare qualcosa, l'amministrazione comunale ha deciso di farne a meno, internalizzando, come si dice in questi casi, il servizio e affidando le operazioni di pagamento ai propri dipendenti. Semplice, no? Affatto. La levata di scudi delle corporazioni interne è arrivata puntuale come la strisciata del badge a fine turno. «L'amministrazione ha scaricato il problema sui dipendenti comunali, gettandoli allo sbaraglio in un lavoro che non conoscono e senza adeguata formazione, tra conti che non tornano, apparecchiature ancora in allestimento, pochi pos rispetto agli sportelli», lamentano i sindacati di base. Già prima del voto, si è visto un antipasto dei malumori montanti: assemblee su assemblee per lanciare strali contro questa nuova funzione, chi sostenendo che sia troppo dispendiosa di energie, chi ricordando che non è prevista dal contratto interno e che quindi, come minimo, andrebbe adeguatamente retribuita con un extra in più in busta paga.

«MANIFESTA INCAPACITÀ»
L'accordo per ora non si è trovato e il clima, fra gli impiegati del Campidoglio, è un filo nervoso. A peggiorare le cose c'è il fatto che la trafila per ottenere il rinnovo di una carta d'identità continua ad avere tempi inverosimilmente lunghi e spossanti, in questo caso non certo per colpa dei lavoratori, ma dei pochi computer abilitati a sfornare le nuove carte elettroniche. «Appuntamenti a raffica, nervosismo del pubblico per le file, insulti per la manifesta incapacità di funzionamento della macchina pubblica, provocano stress che ha costretto qualche dipendente al ricovero in ospedale», racconta addirittura l'Asbel. Per questo dopo domani, dalle 8 alle 14, chi si recherà agli sportelli anagrafici rischia di trovare tutto chiuso - e salteranno gli appuntamenti già prenotati con la app TuPassi - mentre dalle 10 in poi gli impiegati si raduneranno davanti alla sede della Prefettura in via IV Novembre (un po' di traffico è assicurato). E il 22 sciopera l'Atac.
  Ultimo aggiornamento: 15 Marzo, 10:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA