Roma, choc nella tendopoli: stuprata da un tunisino

Venerdì 12 Ottobre 2018
«Stuprata, picchiata e sequestrata nella tendopoli a Tiburtina»: arrestato 20enne
Avrebbe stuprato e sequestrato per un'intera notte una donna all'interno della tendopoli vicino alla stazione Tiburtina, gestita da Baobab Experience. Un tunisino 20 anni, già colpito da un divieto di dimora a Roma, è stato fermato dai carabinieri nella notte con l'accusa di violenza sessuale, lesioni personali e sequestro di persona. Sia la vittima che il presunto stupratore entrambi erano ospiti del centro.

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Le indagini sono scattate in seguito alla denuncia presentata ieri dalla donna, una cittadina slovacca di 38 anni, alla stazione dei carabinieri di piazza Dante. Questa ha raccontato che, lunedì pomeriggio, un uomo, da pochi giorni alla tendopoli, l'ha convinta a entrare nella sua tenda e, dopo averla ubriacata, ha abusato di lei. La donna avrebbe cercato di andar via, lui, tuttavia, l'avrebbe colpita con un bastone al volto, costringendola a restare tutta la notte.

Solo la mattina seguente, è riuscita a scappare. Nella serata di ieri, i militari delle stazioni piazza Dante e Nomentana hanno individuato e bloccato l'uomo. Sequestrati coperte e indumenti per gli accertamenti. La donna, invece, è stata portata in ospedale per gli accertamenti.

Salvini attacca. Sul caso è intervenuto anche il ministro dell'Interno Salvini che ha accusato gli attivisti del centro Baobab di aver
«detto nulla, forse perché troppo impegnati a dare solidarietà al sindaco arrestato di Riace o a criticare il Decreto sicurezza: eppure, la notte tra l'8 e il 9 ottobre, nella tendopoli che gestiscono dietro la stazione Tiburtina è successo qualcosa di molto grave. Una slovacca di 38 anni ha denunciato per stupro un tunisino irregolare di 20. Il giovane l'avrebbe anche picchiata e tenuta in ostaggio. Il clandestino è finito in cella, è già stato scarcerato e ha divieto di dimora a Roma. Per gli stupratori provo schifo: per loro servono pene esemplari e, se necessario, la castrazione chimica! Per certi antirazzisti di professione - e per il silenzio delle femministe di sinistra - invece provo tanta tanta pena».

L'appello di Baobab Experience. Dal canto suo Baobab Experience spiega:
«Non gestiamo niente, non siamo manager o professionisti pagati dell'accoglienza. Siamo un gruppo di volontarie e volontari che cerca di dare supporto a migranti, in transito e non, a cui possiamo offrire strumenti che consentano di migliorare la loro situazione». «Negli ultimi mesi, come abbiamo già denunciato pubblicamente siamo stati lasciati soli, anche di fronte all'arrivo di tantissime persone fuoriuscite dal circuito dell'accoglienza freddo del Comune di Roma - sottolinea l'associazione in una nota - Italiani e stranieri, giovani e anziani, malati o con disabilità. Un esercito di persone ai margini dell'esistenza che si è riversato nella zona est della stazione Tiburtina, dove lo sguardo del Campidoglio finge di non arrivare. Tra queste persone ce ne sono alcune che non richiedono il nostro supporto e alle quali noi non possiamo offrire nulla. Ribadiamo ancora una volta che solo una vera accoglienza, pianificata e strutturata, può aiutare ad impedire atti terribili come questo. Capire che, al contrario di quanto affermato dagli ultimi decreti legge, non è facendo un unico calderone di tutte le cosiddette 'marginalità' che si possano risolvere le cose. Migranti, tossicodipendenti, alcolisti o homeless non sono la stessa cosa. Senza una politica nuova che si prenda carico di questo diventa tutto più difficile. Chiediamo al Comune di Roma ed al Dipartimento Sociale come intenda muoversi per intervenire prontamente affinché violenze del genere non possano più avvenire e come Roma possa diventare quella capitale della solidarietà e dell'accoglienza che in tanti/e vorremmo». Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 08:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA