Donna segregata in chiesa apostolica
«Mi hanno violentato per dieci giorni»
Arrestati il "pastore" e due complici

Donna segregata in chiesa apostolica «Mi hanno violentato per dieci giorni» Arrestati il "pastore" e due complici
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Domenica 6 Ottobre 2013, 09:58 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 15:24

Liberata la scorsa notte una 39enne nigeriana sequestrata e segregata all'interno di una chiesa Apostolica nella zona del Casilino a Roma.

La polizia è arrivata a lei grazie alla segnalazione al 113 fatta dalla stessa vittima che, approfittando di un momento di distrazione dei suoi carcerieri è riuscita a impossessarsi di un telefonino cellulare con cui ha dato l'allarme. Tra gli arrestati il «pastore» della struttura religiosa e due suoi connazionali.

La donna è rimasta 10 giorni rinchiusa nella chiesa gestita da un pastore nigeriano perché si è rifiutata di avere rapporti sessuali con lui, che l'ha chiusa a chiave in una stanza e privata dei documenti. Il «pastore» di 38 anni e due connazionali, di 39 e 31 anni, sono stati arrestati per sequestro di persona in concorso, mentre due donne, accusate dello stesso reato, sono state sottoposte alla misura degli arresti domiciliari.

Quando i poliziotti, avvisati da una telefonata della vittima al 113, hanno suonato al portone della chiesa "The Apostolich Church" di via delle Amazzoni, nessuno ha risposto ma la delicatezza della segnalazione, ha spinto gli agenti ad approfondire l'accertamento.

Scavalcato il muro di cinta, sono entrati nel giardino della struttura religiosa e dopo aver suonato insistentemente a una porta che dall'interno dava direttamente nell'edificio, sono stati accolti da una coppia, marito e moglie, che hanno riferito agli agenti di vivere nei locali adiacenti alla chiesa. Entrati all'interno e ispezionate le altre stanze, dove in una abitava anche un'altra coppia, i poliziotti si sono imbattuti in una porta chiusa a chiave e hanno chiesto spiegazioni. Una delle donne ha sostenuto che la stanza era abitata da una loro connazionale che la notte aveva l'abitudine di fuggire e per questo motivo erano costretti a rinchiuderla.

Aperta la stanza gli agenti hanno soccorso la vittima che visibilmente scossa e impaurita dalla presenza dei suoi carcerieri ha raccontato agli agenti la sua storia. Soccorsa dai medici del 118, che ne hanno disposto il ricoverato in ospedale, la donna, in un secondo momento, ha anche dichiarato che durante il periodo di prigionia era stata violentata dagli uomini della casa.