Roma, dipendente dell'ostello in pausa violentata in strada in zona Termini: presa alle spalle e palpeggiata da un somalo

L'uomo, pregiudicato, ha tentato la fuga: preso dalla polizia

Roma, dipendente dell'ostello in pausa violentata in strada in zona Termini: presa alle spalle e palpeggiata da un somalo
di Camilla Mozzetti
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Martedì 27 Settembre 2022, 06:55 - Ultimo aggiornamento: 16:07

Lui che l'afferra da dietro e inizia a toccarla. Lei che si divincola, chiede aiuto ma con la voce strozzata in gola perché tutto si aspettava meno che un uomo le mettesse la mani addosso quasi immobilizzandola. Stava per smontare dal suo turno di lavoro quando nell'ultima pausa di giornata è uscita in strada. Il tempo di una sigaretta, quattro chiacchiere con un collega e con quel gruppo di ragazzi appena arrivati nella Capitale che tanto le avevano suscitato simpatia. È domenica sera e in via Palestro, di fronte allo storico e celebre ostello Yellow, si consuma un'aggressione a sfondo sessuale. Non è la prima volta purtroppo. Una delle dipendenti della struttura, che da tempo lavora nel bar dell'ostello ma che come molti altri suoi colleghi si occupa anche all'occorrenza di varie mansioni, viene raggiunta alle spalle da un pregiudicato somalo classe 1988 che inizia a toccarla e a palpeggiarla.
LA DINAMICA
La vittima si dimena, chiama aiuto. In strada ci sono sì diversi ragazzi, ma solo dopo alcuni interminabili minuti alcuni di loro si rendono conto di quanto sta accadendo e così chiamano i soccorsi. La vittima, una ragazza romana classe 1996, prova a dimenarsi ma l'uomo che l'ha afferrata alle spalle non sembra voler cedere la presa. «L'abbiamo saputo questa mattina (ieri ndr) racconta un collega dalla reception dello Yellow hotel siamo molto turbati e naturalmente anche la nostra collega che ha preferito prendersi un giorno di permesso. È molto scossa».

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Dopo che alcuni passanti riescono a chiamare i soccorsi allertando i dipendenti dell'ostello la ragazza riesce a liberarsi e il suo aggressore prova a fuggire, dileguandosi per le strade che di fatto abbracciano la stazione Termini e che a detta di residenti e molti commercianti soprattutto di notte, nonostante i controlli, diventano terra di nessuno. «La sera è meglio non camminare da solo - racconta Stefano, da un'autofficina di via Palestro - pensi che la figlia di mio caro amico qualche mese fa, sempre di sera, rientrando a casa è stata aggredita e derubata. Quello che le ha messo le mani addosso lo devono ancora prendere». Domenica sera però le cose vanno diversamente. Il somalo che ha aggredito la dipendente dell'ostello internazionale viene rintracciato ed arrestato con l'accusa di violenza sessuale. Gli agenti di polizia del commissariato Viminale lo hanno rintracciato non distante dalla struttura ricettiva. Si tratta di un pregiudicato A. R. che non ha opposto resistenza ma che è stato riconosciuto dalla vittima.

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I PRECEDENTI
Non è questo il primo episodio di violenza che si consuma in via Palestro. A maggio del 2019 i carabinieri arrestarono un bengalese di 24 anni che aveva molestato una studentessa friulana in gita a Roma. La donna la sera del primo maggio di tre anni fa era uscita dall'ostello quando fu raggiunta dall'uomo che la inseguì fino a via Vicenza mettendole le mani addosso più di una volta. Ancora più grave l'episodio del 2017 quando una studentessa finlandese fu violentata per strada. La giovane aveva vent'anni e quella sera insieme ad un'amica aveva trascorso qualche ora nel pub Yellow che si trova proprio di fronte all'ostello. Un bengalese di 22 anni le si avvicina con la scusa di un passaggio per poi violentarla in mezzo alla strada. L'uomo fu arrestato e poi processato: una condanna a 4 anni e 4 mesi con il gip che parlò di «stupro animalesco».

 

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