San Lorenzo, studente stuprato e rapinato, l'ira dei residenti: «La tragedia di Desirée
non ha insegnato nulla»

«Da anni denunciamo che il quartiere è abbandonato alla malamovida e agli spacciatori»

San Lorenzo, studente stuprato e rapinato, l'ira dei residenti: «La tragedia di Desirée non ha insegnato nulla»
di Flaminia Savelli
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Martedì 4 Ottobre 2022, 00:21

L’ultimo episodio è di venerdì notte quando uno studente, 22enne di origini sarde, mentre tornava a casa dopo una serata con gli amici è stato rapinato e violentato. Sul caso indagano ora gli agenti della Squadra Mobile impegnati nella ricostruzione della drammatica vicenda. Mentre si riaccendono i riflettori sulle notti violente di San Lorenzo.

Lo studente infatti è stato avvicinato lungo la via Tiburtina, all’incrocio con via degli Etruschi. A dare l’allarme è stato un passante che lo ha trovato riverso a terra in una pozza di sangue. Si tratta però, appunto, solo dell’ultimo episodio nel rione dove da tempo i residenti chiedono controlli e aiuti da parte delle forze dell’ordine. E non solo per i ripetuti casi di malamovida. Già nel 2018 i riflettori si erano accesi nel quartiere degli studenti quando, all’alba del 19 ottobre, era stato trovato all’interno di un stabile abbandonato il corpo senza vita di una 16enne: Desirée Mariottini.

«Non è cambiato nulla dopo la morte di Desi» racconta Federica Lannini, residente in via dei Lucani, a pochi metri dal luogo del ritrovamento del corpo senza vita della giovane. Le indagini hanno poi accertato che la ragazza, originaria di Cisterna di Latina, era arrivata a Roma nel quartiere di San Lorenzo in cerca di droga. Come accertato ancora, prima di morire per una overdose la 16enne fu stuprata.

«Per settimane - prosegue la residente - abbiamo avuto rassicurazioni da parte delle autorità sull’aumento della sicurezza nelle piazze del quartiere. Come dimostra quanto appena avvenuto, nulla è cambiato». Lo stesso raccontano i residenti che vivono nelle strade a ridosso della via Tiburtina: «Qui è terra di nessuno. Solo nei mesi del lockdown siamo stati tranquilli. Per il resto, non appena siamo tornati alla normalità, siamo tornati alle notti sfrenate e allo spaccio a cielo aperto» denuncia Roberto Larici, residente in via dei Sabelli. Ancora lo scorso anno - il primo ottobre 2021 - una tavola calda è diventata la scena di un delitto. Un cliente, Luca Perrone di 58 anni, era in evidente stato di alterazione quando il titolare del locale, nel tentativo di allontanarlo, lo spinse a terra. Una caduta fatale che costò la vita al 58enne.

 
IL TAVOLO SULLA SICUREZZA
Mentre scatta l’allarme sulla sicurezza nella Capitale: solo nell’ultimo week end sono state tre le donne aggredite a cui si aggiunge il giovane violentato. Ieri in Prefettura si è svolto il primo tavolo tecnico richiesto dall’assessora alle Pari opportunità, Monica Lucarelli. Da parte del prefetto Matteo Piantedosi c’è stata la disponibilità a convocare, per mercoledì prossimo, un tavolo tecnico con le forze dell’ordine da cui sarà avviato il piano operativo per sviluppare controlli capillari sul territorio. Intanto le prime misure: «L’amministrazione capitolina si è impegnata - con la collaborazione di Acea - a realizzare una mappatura delle aree più buie della città. La prefettura, invece, si occuperà di mettere a sistema una rete di servizi interforze», ha annunciato l’assessora Lucarelli.

È previsto inoltre un rafforzamento dell’applicazione «Youpol»: il sistema che attraverso il telefono cellulare, in caso di pericolo, consente di interagire con la polizia di Stato inviando segnalazioni (video, audio, immagini e testo) relative a episodi di bullismo, spaccio di sostanze stupefacenti e violenza domestica. «Roma è una città sicura ma dobbiamo focalizzare l’attenzione sulla sensibilizzazione e sulla lotta alla violenza di genere» conclude l’assessora Lucarelli.
 

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