Roma, picco di rapine in Centro. La rabbia dei ristoratori: «Denunce moltiplicate»

Da Campo de' Fiori alle Coppelle, violenza e paura

Roma, picco di rapine in Centro. La rabbia dei ristoratori: «Denunce moltiplicate»
di Giampiero Valenza
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Sabato 15 Ottobre 2022, 10:57 - Ultimo aggiornamento: 16 Ottobre, 12:52

L'ultimo episodio è avvenuto giusto l'altro ieri. Siamo da Pierluigi, famoso ristorante di piazza de' Ricci meta di vip e star internazionali. Gli ultimi sono stati Sting, Jovanotti e Maria Grazia Chiuri. Pieno centro, a due passi da Campo de' Fiori. Sono le 16.30, il personale è nel ristorante, tutto pronto a organizzarsi per la sera. «In quel momento un uomo è entrato, ha adocchiato la cassa e ha rubato tutto quello che ha trovato all'interno. Ha portato via un migliaio di euro - racconta Lorenzo Lisi, il titolare - Oggi anche quest'orario, che per noi è dedicato alla preparazione, viene preso di mira dai malviventi: approfittano del fatto che tutti sono impegnati a organizzare e sistemare». Quello che è accaduto da Pierluigi, spiega il ristoratore, è «ormai un fatto frequentissimo. Non si prendono più di mira solo le casse ma anche i clienti. È accaduto dal Bolognese o da Angelino ai Fori, tanto per fare qualche esempio».

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Da Pierluigi già mettono in guardia i turisti: «Chi esce tardi dal locale o ha gioielli vistosi diciamo subito che se vuole farsi due passi in centro, è meglio che vada in taxi o nasconda i beni preziosi», prosegue Lisi.
L'Arcs, l'associazione ristoranti del centro storico di Roma, non ci sta a vedere le attività prese di mira da ladruncoli che mettono a segno i loro colpi a spese di chi punta sul turismo e sul buon nome di Roma. «C'è un rigurgito della piccola criminalità forse a causa dell'avanzare, a passi spediti, della crisi economica - dicono - Sta di fatto che si sono moltiplicate le denunce di furto presentate alle forze dell'ordine». Il presidente Gianni Di Matteo, è netto: «Chiediamo un incontro urgente con il Prefetto di Roma. I singoli esercizi si stanno già organizzando per segnalare ai clienti i rischi che si vivono nella città».

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I CASI
La microcriminalità capitolina ha preso di mira le attività di ristorazione, forse ora nel suo momento migliore dopo la crisi causata dalla pandemia di Covid-19 grazie alla ripresa del turismo. Secondo quanto raccontano gli stessi esercenti nelle ore di punta, quando il viavai di clienti si fa più abbondante, i ladri puntano a girare tra i tavoli e portar via preziosi, portafogli e cellulari. Negli orari più di calma, invece, osano un po' di più e si spingono fino alle casse. Luciano Flamini è il titolare di Maccheroni, a piazza delle Coppelle, locale dove è passato persino un ladro seriale. In pratica, pare sia sempre lo stesso e non ha pizzicato solo loro ma anche qualche altro ristoratore della zona. «Lo abbiamo visto grazie alle telecamere: è sempre la stessa persona - dice - O fa finta di cercare lavoro e di chiedere informazioni o si spaccia per cliente. In questo modo, quando la cassa non è presidiata, porta via quello che trova. Senza contare, poi, tutti quelli che si siedono al tavolo e approfittano di quello che lasciano i clienti nelle giacche o accanto alle sedie. La situazione è critica e abbiamo paura, a tal punto che se la situazione peggiorerà doterò il personale di uno spray al peperoncino: è facile che ci sia una escalation sempre peggiore e si arrivi ad aggredire. Accade già con chi viene a chiedere l'elemosina».
Basta fare qualche chilometro e la situazione è analoga. Siamo da Rinaldi al Quirinale, «Hanno rubato la macchina fotografica di alcuni turisti stranieri approfittando di un borsello lasciato su una sedia - dice Vincenzo Rinaldi, il titolare - Davanti a fatti simili ne perde di credibilità l'immagine di tutto il turismo della Capitale. Una soluzione per porre un freno potrebbe essere il carabiniere di quartiere».

 

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