Rifiuti a Roma, raccolta a singhiozzo in Centro: la differenziata va in tilt, emergenza carta e plastica

Dal Pantheon alla stazione, invasioni di rifiuti di bar e ristoranti

Rifiuti a Roma, raccolta a singhiozzo in Centro: la differenziata va in tilt, emergenza carta e plastica
di Fernando M. Magliaro
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Giovedì 20 Ottobre 2022, 09:16 - Ultimo aggiornamento: 21 Ottobre, 10:02

Pulita e linda di certo no. Se anche non si vedono più i cassonetti strabordanti per giorni di rifiuti maleodoranti come d'abitudine nei cinque anni di Virginia Raggi e dei 5Stelle in Campidoglio, pure non si può dire che tutto sia risolto e che la città sia degnamente pulita. Il centro continua a soffrire del problema dei rifiuti di bar e ristoranti (e non solo), le cosiddette utenze non domestiche (Und) di Ama: il sistema di raccolta di questi rifiuti va a singhiozzo e sono moltissimi quelli che risolvono buttando tutto nei cassonetti normali. In più proprio i cestini sono pochi, solo 1.100 nonostante i reiterati annunci, e molti continuano ad essere quelli a forma di urna cineraria ordinati sotto la Raggi e con un disegno che, vista la lentezza dell'Azienda nello svuotarli, li rende pieni anche con pochissima immondizia.

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LA MAPPA
Ecco allora che a Piazza Navona e nelle stradine limitrofe verso Campo de' Fiori, nella zona del Pantheon o a Fontana di Trevi si vedono ancora e spesso i turisti fotografare i rifiuti, magari accantonati negli angoli, o commentare fra il disgustato e il deluso lo stato di pulizia della città. E certo non va meglio nella porta di ingresso della città, la Stazione Termini: fra bancarelle e, anche qui, bar e ristoranti, l'ammucchiata di rifiuti è quotidiana. Altra zona di gran pregio ridotta a una latrina a cielo aperto è il Colle Oppio: accampamenti di disperati, panni stesi e rifiuti vista Colosseo non sono davvero un bel biglietto da visita.

E non è che in Campidoglio, sul Colle, le cose vadano meglio: l'ex consigliere comunale Francesco Figliomeni, uscendo da una manifestazione per i calabresi nel mondo, si imbatte in una pantegana formato gigante che scorrazza fra i cestini-urna e la statua del Marco Aurelio.
LA PERIFERIA
Se questo è il panorama del centro storico non è che nel resto della città le cose vadano meglio. Anche qui non ci sono più le scene da apocalisse che hanno segnato la scorsa consiliatura ma, anche qui, si è ben lontani da uno standard accettabile. Prenestino - largo Preneste, Malatesta - o Pigneto e Centocelle si ritrovano ostaggi di cassette di legno dei vari negozi di frutta, cartoni e imballaggi, resti del passaggio dei mercati come quello della Marranella a via Pavoni. A questo si aggiungono gli incivili che abbandonano rifiuti in strada o nelle aree verdi (incolte) di via di Portonaccio trasformata in una discarica a cielo aperto.

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Né è diversa la musica nelle zone nord, Cassia, Flaminia e Salaria: meno caos, meno disastri quotidiani, ma lo standard di una capitale europea è davvero ancora lontano da raggiungere. E i problemi, legati spesso al fatto che saltino i giri di raccolta di carta e plastica, si sommano: da Monteverde a Boccea alla fine Ama è costretta a raccogliere tutto da terra facendolo finire nell'indifferenziata. Anche perché la priorità rimane sempre quella di raccogliere l'umido e l'indifferenziato. Non a caso, un paio di giorni fa, l'ultima rilevazione dell'Agenzia per il controllo dei servizi pubblici (Acos) indica nei rifiuti e nella pulizia delle strade il problema più grande: voto 4 nel gradimento dei romani (in risalita dal 3 dell'anno prima).

 

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