Roma, «rifiuti davanti ai locali: le ditte non li ritirano»: la denuncia del Centro storico

La minisindaca Bonaccorsi: «Le aziende che lavorano per Ama saltano i giri e gli esercenti buttano la spazzatura dove capita»

Roma, «rifiuti davanti ai locali: le ditte non li ritirano»: la denuncia del Centro storico
di Francesco Pacifico
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Sabato 19 Novembre 2022, 06:52 - Ultimo aggiornamento: 07:01

Nuovo allarme decoro in Centro: nel I Municipio le ditte per la raccolta delle Und (le utenze non domestiche, cioè bar, ristoranti e negozi) non rispettano i turni e non passano a ritirare i materiali. Perché non è conveniente. A denunciarlo è Lorenza Bonaccorsi, minisindaca dalla ex circoscrizione che racchiude il Tridente, Monti, Prati, Trastevere o Testaccio. E che la settimana prossima vedrà l'assessore ai Rifiuti, Sabrina Alfonsi. «Non bastavano i titolari dei locali che lasciano i rifiuti in strada a tutte le ore - spiega la presidente - adesso dobbiamo fare i conti anche con le aziende della raccolta che lavorano per Ama e saltano i giri». Il motivo? «Gli esercenti, invece di riempire i bidoncini della differenziata e collocarli davanti alle vetrine negli orari consentiti, buttano i loro rifiuti dove capita: anche nei cassonetti che dovrebbero utilizzare soltanto le famiglie. Quindi, i recipienti che gli abbiamo fornito restano spesso vuoti e le ditte del ritiro, che vengono pagate anche in base a quanto raccolgono, al peso, saltano i giri, perché con il costo del carburante non conviene loro quest'attività».

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Questo è quanto ha ricostruito Bonaccorsi, che ha chiesto l'intervento del Comune per trovare una soluzione. «Anche perché - conclude - l'effetto delle mancanze degli utenti o dei ritardi delle ditte è lo stesso: tutte le zone del Centro restano sporche nonostante tutti gli sforzi che stiamo facendo con Ama per ripulire la città». Una situazione di caos ben visibile al Tridente, a Monti oppure a Prati e a Trastevere, cioè nelle aree più interessate dalla movida.

IL NODO DELLE UND
La gestione delle Und è uno dei principali nodi scoperti nella chiusura del ciclo dei rifiuti a Roma: prima alcuni servizi della trasmissione Iene hanno svelato che alcune ditte non ritiravano i materiali, poi le inchieste della magistratura e la decisione di Ama di riprendersi in alcune zone come il Centro quest'attività, tutto questo ha finito per indebolire il servizio, che ha sempre meno personale dedicato a disposizione. Se non bastasse, negozianti e titolari di bar e ristoranti non sempre rispettano gli orari di conferimento, pur di non tenere l'immondizia dentro i loro negozi e - dove possono come a Prati - usano i cassonetti per le famiglie, mandando più in tilt la raccolta domestica. Per tutto questo Ama e il Comune hanno deciso sia di creare una squadra mista di vigili e verificatori dell'azienda per multare chi non rispetta le regole sia di reintrodurre le isole ecologiche. Dopo una prima sperimentazione a Borgo Pio, a inizio dicembre sarà installata a Monti una piazzola presidiata da alcuni addetti della municipalizzata, dove i locali conferiranno i loro rifiuti. Un modello che sarà esteso ad altri quartieri e che dovrebbe in futuro accogliere anche la spazzatura delle famiglie.

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Ama ha più volte richiamato le ditte esterne a un maggiore sforzo, soprattutto nelle aree più turistiche. Secondo via Calderon de La Barca, più delle mancanze dei propri fornitori, a generare il caos e ritardi nella filiera della raccolta sarebbero soprattutto le utenze non domestiche. Infatti negozianti e titolari di bar e ristoranti sarebbero poco ligi nel fare la differenziata: non solo non rispettano gli orari di conferimenti, ma butterebbero assieme vetro, plastica, organico, carta e cartoni. E questo causa lavoro extra per la municipalizzata.

 

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