Alberto Sordi, la villa diventa museo: aperte le stanze mai viste

Alberto Sordi, la villa diventa museo: aperte le stanze mai viste
di Francesco Pacifico
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Mercoledì 30 Marzo 2022, 07:10 - Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre, 17:22

Ci sono voluti quasi sette anni, ma la villa a Caracalla di Alberto Sordi, il re indiscusso della commedia all'italiana, diventerà un museo aperto ai romani. Ieri la giunta Gualtieri ha presentato la proposta di delibera - manca soltanto il via libera dell'Aula Giulio Cesare - per «dichiarare l'interesse pubblico connesso all'interesse culturale» legato al progetto lanciato dalla fondazione che porta il nome del Re della commedia italiana. Non a caso, nel testo dell'atto, si legge che l'amministrazione capitolina vuole «riconoscere al complesso immobiliare Casa Sordi l'utilizzo a museo permanente dedicato alla vita dell'attore come edificio di interesse pubblico».
Questa decisione chiude una lunga querelle, iniziata dopo la morte della sorella dell'attore Aurelia, quando il ministro per i Beni culturali, Dario Franceschini, annunciò via social: «Aspettiamo le volontà testamentarie e parleremo con la fondazione, ma la casa di Alberto Sordi dovrebbe diventare uno straordinario museo», ha scritto. E furono davvero profetiche quelle parole, perché proprio il lungo contenzioso tra gli eredi di Sordi e la fondazione - la causa, terminata l'anno scorso, ha visto 37 persone reclamare i loro diritti - ha allungato i tempi per realizzare il progetto per la nascita del Museo.

 


LA DELIBERA
Nella proposta, soprattutto, la giunta Gualtieri autorizza la costruzione «di due nuovi manufatti e di uno spazio nel portico» che «avranno la funzione di sale espositive e saranno realizzati con strutture amovibili in metallo e vetro nel cortile di ingresso e nel patio». Cioè degli spazi che serviranno anche per l'organizzazione di personali oppure per valorizzare al meglio i tanti cimeli e i quadri della pinacoteca dell'artista.

Dopo la conclusione della mostra per il centenario della nascita dell'artista lo scorso anno, la casa di via Druso è visibile soltanto per appuntamento e in occasione di alcuni eventi organizzati dalla Fondazione. La quale ha molto lavorato in questi ultimi tempi per accelerare l'apertura al pubblico per tutta la settimana. Progettata e realizzata dall'architetto Clemente Busiri Vici negli anni Venti, Sordi comprò la villa nel 1953, strappandola all'amico Vittorio De Sica, anche lui interessato ad acquistarla. E chiese proprio allo stesso Busiri Vici di riattarla alle sue esigenze con la costruzione di un ampio salone e di una terrazza con vista sull'area archeologica, trasformando la rimessa in un teatro e ampliando la piscina.


IL BUEN RETIRO
La villa fu per tutta la sua vita il buen retiro romano di Sordi, che qui visse con le due sorelle. Un luogo sacro, accessibile a pochissimi amici come Federico Fellini e Giulietta Masina. Il futuro museo ospiterà il suo archivio (qui sono presenti oltre 5mila pellicole), i cimeli e alcune opere d'arte inestimabili come tre quadri di De Chirico. Soprattutto diventeranno accessibili ai romani i saloni affacciati su Caracalla, lo studio colmo di premi, la barberia dai tanti specchi e la sala teatro dove Sordi organizzava prime molto esclusive con pochi ospiti scelti come Fellini. La Fondazione è pronta anche a installare anche dei percorsi interattivi e organizzare festival per i nuovi autori.

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