Stupri, il prefetto bacchetta la sindaca Raggi: «Hai trascurato Termini e Colle Oppio»

Stupri, il prefetto bacchetta la sindaca Raggi: «Hai trascurato Termini e Colle Oppio»
di Simone Canettieri
3 Minuti di Lettura
Giovedì 21 Settembre 2017, 10:13

La risposta all'invocazione di «leggi speciali» della sindaca Virginia Raggi, è arrivata in un certo senso 24 ore dopo dalla prefetta Paola Basilone. Nessun riferimento alla richiesta, ma un messaggio dritto e chiaro: «Il modello Roma funziona, la città è sicura».

Seppur senza mai entrare nel merito della proposta del Campidoglio grillino, la rappresentante del Governo ha tenuto a precisare che nella Capitale «dall'1 gennaio 2017 le violenze di genere fanno registrare un 6% in più ma c'è anche un 70% in più di arresti».

Puntualizzazioni chiare, alla base di un diverso approccio al fenomeno stupri (e soprattutto alle ricadute politiche e mediatiche), che ieri è rimasto comunque dietro le quinte. Anzi, sia Raggi sia Basilone hanno elogiato la collaborazione tra istituzioni. Il «modello Roma», appunto. Un modo, per le due donne forti delle istituzioni capitoline, per scongelare i rapporti dopo la tensione del mese scorso sullo sgombero dei migranti in via Curtatone.

A PORTE CHIUSE
A porte chiuse, durante il comitato per la sicurezza, la prefetta non ha mancato di sottolineare le mancanze e il lavoro promesso ma mai messo in piedi sul fronte degrado, il campanello che rende la notte più buia e complicata per tutti e tutte.

Basilone ha rimarcato la questione della stazione Termini: un dossier «già oggetto di comitati ad hoc da un anno ma non ancora risolto». La rappresentante del Governo ha registrato come l'intera area, circondata dalle direttrici di via Marsala e via Giolitti, la notte diventi terreno di senza tetto e sbandati. E come le bancarelle e i mercatini abusivi piazzati in mezzo alla strada, senza l'intervento dei vigili, non aiutino la situazione e soprattutto il traffico dei mezzi di soccorso in caso di emergenze.

L'altro accento posto da Basilone ha riguardato la vicenda di Colle Oppio, diventata surreale. Il Comune ha deciso di chiudere di notte il parco che dà le spalle al Colosseo, grazie alle cancellate. Peccato che dentro la gente continui a dormirci, in accampamenti di fortuna. «Continuo a ricevere denunce, lamentele e segnalazioni, eppure sono mesi che ne parliamo», è stato il ragionamento della numero uno della prefettura indirizzato al Comune e a tutti i protagonisti del tavolo.

Se sulle misure fattive da prendere c'è stata una condivisione totale da parte di tutti, non è mancato un siparietto sul Colosseo. A chi spetta il controllo dell'area? Raggi si è lamentata di come la Soprintendenza sia poco incline a ricevere gli input: l'attuale progetto di videosorveglianza non è efficace e non basta. E andrebbe potenziato, tanto che faceva parte della famosa richiesta di finanziamento regionale che il Comune ha «bucato» presentando a bando scaduto la domanda. «Forse è meglio che sia il Comune a sollecitare la Soprintendenza», è stato il consiglio della prefetta, visto che la governance dell'area è oggetto di ricorsi e battaglia legale tra Mibact e Campidoglio. «Dobbiamo superare la burocrazia», è stato l'auspicio generale.

Alla fine, il tavolo ha proposto misure e provvedimenti da attuare subito, impegni formali per l'immediato futuro. Raggi non ha richiesto le «leggi speciali», la prefettura ha ribadito che «Roma è sicura».

© RIPRODUZIONE RISERVATA