ROMA

Roma, società del Campidoglio licenzia 669 dipendenti

Mercoledì 28 Giugno 2017 di Lorenzo De Cicco e Mauro Evangelisti
Il Campidoglio (Ansa)

Rischia di diventare una delle vicende più esplosive tra quelle sul tavolo della sindaca Virginia Raggi perché non solo ha già fatto subire al Movimento 5 Stelle contestazioni in consiglio comunale a cui non erano abituati (solitamente, quando erano all'opposizione erano loro a schierarsi con chi protestava), me perché sul tavolo c'è il licenziamento di 669 dipendenti di una società controllata da Roma Capitale, la Multi servizi. I Cinquestelle, in campagna elettorale avevano promesso di salvarla, ma l'operazione rilancio è rimasta impantanata nelle procedure decise da Palazzo Senatorio. Nel frattempo però Roma Multiservizi (al 51 per cento di Ama, dunque a maggioranza pubblica, al 49 di Manutencoop) avvia il licenziamento di quasi 700 dipendenti su un totale di 4.200.

IL PERCORSO
Nella galassia delle società capitoline da riorganizzare, per il M5S scoppia un caso politico di difficile risoluzione. Ricapitoliamo la dinamica degli eventi. Multiservizi ieri ha avviato la procedura di mobilità per 669 dipendenti. Una mossa obbligata, sostengono i vertici, considerando che il 31 luglio scadrà l'affidamento della pulizia di mezzi e stazioni dell'Atac. I sindacati, ovviamente, sono sul piede di guerra, è stato preannunciato uno sciopero per il 4 luglio. Per Claudio De Francesco, segretario della Faisa Confail, «la Raggi deve intervenire subito per fermare questa operazione, che sembra proprio un dispetto fatto alla giunta comunale. Ci rimettono lavoratori che prendono stipendi di 400-500 euro». Alessandro Onorato, capogruppo di Lista Marchini, osserva: «La giunta Raggi deve accertarsi che chi ha vinto i lotti in questione riassorba il personale in esubero».

Nella lettera inviata dall'amministratore delegato Rossana Trenti l'oggetto lascia pochi margini di equivoco: «Avvio procedura di licenziamento collettivo per riduzione del personale a seguito della scadenza dell'affidamento per i servizi di pulizia, supporto al servizio, manutenzione ordinaria presso i comparti superficie, metro-ferroviario e uffici». Più nel dettaglio: la lettera spiega che l'appalto per la pulizia dei mezzi e delle stazioni dell'Atac scadrà il 31 luglio, ma che non sono arrivate comunicazioni su chi ha vinto la nuova gara e se la società subentrante applica il contratto nazionale sui servizi di pulizia in modo da potere attivare il passaggio di personale come previsto dalla legge. Il personale in esubero, secondo Roma Multiservizi, non è ricollocabile all'interno della struttura aziendale, anche alla luce del fatto che è già stato perso il subappalto per la pulizia delle scuole statali.

«Non si può ricorrere alla cassa integrazione - si legge ancora nella lettera - né ad ammortizzatori sociali mancando l'indispensabile condizione di transitorietà dell'esubero di personale». In Campidoglio però sono convinti che chi si è aggiudicato i quattro lotti del nuovo appalto potrà assorbire i dipendenti ora licenziati. «Pensare che la giunta Raggi ha dato lo lo scorso anno alla Multiservii l'appalto dei servizi di pulizia Atac senza gara e senza ribasso».

PIANO
Sul futuro di Multiservizi in consiglio comunale si sono svolti dibattiti infuocati, tanto che a causa delle dure proteste dei lavoratori, timorosi di perdere il posto, il presidente del Consiglio comunale, Marcello De Vito (M5S) ha disposto alcuni provvedimenti di Daspo nei confronti di chi contestava. In totale i dipendenti sono 4.200 e il Campidoglio ha varato un piano che prevede una gara a doppio oggetto, con la quale verrà creata una nuova società a capitale misto e individuato un nuovo socio.

Virginia Raggi, dopo il voto in consiglio comunale due settimane fa, ha spiegato: «La gara a doppio oggetto è la soluzione tecnicamente e giuridicamente migliore per il rilancio della società sotto il controllo diretto del Comune: rispetto alle ipotesi presenti sul tavolo è l'unica in grado di consegnarci una nuova azienda Multiservizi sana ed efficiente in grado di salvaguardare, in prospettiva, tutti i livelli occupazionali. Si costituirà una nuova società di primo livello a carattere misto pubblico-privato per l'erogazione di servizi generali». Ma questi 669 licenziamenti rischiano di complicare la situazione: bisogna capire se la lentezza dell'operazione sta mettendo in pericoli i posti di lavoro o se dietro ci sia una forzatura per mettere in difficoltà la Raggi. Comunque la si valuti, la tempesta è alle porte.

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 08:02

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Quest'anno vado in vacanza con Suburra e il re della notte

di Mauro Evangelisti

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma