ROMA

Marra, lo stop Anac nascosto dal Comune: «Nomina non prevista dal regolamento»

Venerdì 16 Settembre 2016 di Cristiana Mangani
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Raffaele Marra
Nessuna pubblicazione ufficiale, tantomeno la copia del parere pubblicata sul profilo Facebook. Quel parere che il primo cittadino Virginia Raggi aveva chiesto con urgenza e riservatezza all'Anac, l'Autorità anticorruzione. Il presidente Raffaele Cantone ha mandato le conclusioni in Comune già alla fine della prima settimana di settembre, lasciando alla sindaca la libertà di far conoscere o meno le considerazioni finali.

Ma, mentre Raggi non aveva avuto remore a rendere noto il documento su Carla Romana Raineri, ormai suo ex capo di gabinetto, di Raffaele Marra, che è stato vice dello stesso ufficio, non sembra volerne sentire parlare. E altrettanto di Salvatore Romeo, capo della segreteria politica. La ragione è facile da comprendere: Cantone considera i due incarichi illegittimi e anche economicamente inadeguati. In particolare la nomina di Marra, che tanto sta agitando gli animi del Movimento.

La questione ruota intorno al regolamento comunale. Marra ha un passato «politico» negli staff di Alemanno e Polverini. E anche se non è un dipendente dell'amministrazione cittadina, come braccio destro della sindaca ha ottenuto di poter guadagnare 100 mila euro di stipendio all'anno.

LE CARICHE
Secondo l'Anac, però, l'articolo 90 del Tuel (Testo unico Enti locali) stabilisce che le cariche del gabinetto sono attribuite e retribuite in base a quanto prescritto da un Regolamento dell'Ente in cui vengono fissati i criteri su chi e come possa essere assunto a tempo determinato o indeterminato. A esempio, funziona così al Comune di Firenze. Ma qui siamo a Roma e non è servito appellarsi al regolamento del comune toscano, soprattutto perché la Capitale quel regolamento non ce lo ha proprio.

O meglio, secondo l'Anticorruzione, nel Regolamento non ci sono paletti sui criteri di assunzione negli uffici collegati al sindaco. E quindi, vista la mancanza di regole precise, la nomina di Marra sarebbe illegittima. Così come quella di Salvatore Romeo: dipendente comunale da 40 mila euro che si è messo in aspettativa ed è stato riassunto con uno stipendio più che raddoppiato, a 105 mila.

Altro nodo, sul quale comunque Cantone si è dichiarato incompetente, è l'attribuzione del bonus economico che, sebbene sia consentita e non obbligatoria come diceva il Campidoglio, dovrebbe - secondo le conclusioni - essere quantificata con ragionevolezza.

Ieri, poi, la posizione dell'ex finanziere si è complicata ancora di più: la procura di Roma ha aperto un fascicolo di inchiesta che lo riguarda e che nasce da un esposto presentato nei suoi confronti. Al momento non ci sono indagati né ipotesi di reato, si tratta unicamente di un modello 45 e deriva da una vicenda anticipata due giorni fa dal settimanale L'Espresso.

Riguarda l'acquisto di un mega appartamento, ottenuto nel 2010 con uno sconto di 500 mila euro sul prezzo richiesto. Marra sarebbe riuscito a comprare l'attico di 168 metri quadri con doppio terrazzo, ingresso, soggiorno, cucina, ripostiglio, tre bagni e due camere, a una cifra fuori mercato. «Gemello - sostiene il settimanale - per valore catastale e metratura a quello comprato qualche mese prima da un imprenditore, che aveva sborsato 1.204.000 euro, Iva inclusa.

LO SCAMBIO DI ASSEGNI
L'ex vice capo di gabinetto della sindaca Raggi ci impiega un anno, ma alla fine sarebbe riuscito a diventare il proprietario della casa identica sborsando soli 728 mila euro, con un risparmio di quasi mezzo milione rispetto a quello che il gruppo immobiliare considerava evidentemente prezzo di mercato.

Ma non è tutto: il dirigente comunale salderebbe la società con un assegno da 400 mila euro, a cui aggiungerebbe quello ottenuto attraverso un mutuo da 250 mila euro della banca Barclays. Ma nello stesso giorno l'imprenditore che gli ha venduto l'attico deciderebbe di comprare la vecchia abitazione di Marra pagandola proprio con un assegno di 400 mila euro. Praticamente la stessa cifra che gli era stata consegnata. Un passaggio di denaro sul quale la Procura sembra voler fare chiarezza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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