Roma, Grancio espulsa dal M5S
«I grillini avvelenati dal potere»

Eletta, sospesa, riammessa, ora espulsa dal gruppo M5S in Campidoglio. E' la parabola della consigliera comunale di Roma, Cristina Grancio, nota per le sue battaglie contro lo stadio della Roma a Tor di Valle. Spiega la consigliera: «Così finisce la storia di pagina politica romana, che ci racconta due cose. La prima è che il M5S deve ancora imparare tutto in tema di democrazia e rispetto per le persone che manifestano correttamente idee anche diverse, ma collaborative. La seconda cosa vale per me e ne sono fiera: ho sempre tenuto la schiena dritta e ho mantenuto fede alle promesse e ai patti con i cittadini romani. Ora proseguo il mio compito del Gruppo Misto». 

La consigliera ripercorre in ordine cronologico tutte le tappe della sua tormentata vicenda politica amministrativa. «Tutto ha inizio con il Tavolo Urbanistica Comunale al quale mi dedico per tre anni fino al 2015, quando partecipo alle comunarie. Vengo eletta nel 2016 consigliera comunale M5S e nominata vicepresidente della Commissione Urbanistica. Difendo la posizione presa in campagna elettorale sullo “Stadio SI, ma non a Tor di Valle”, coerente col programma di urbanistica. Nella commissione urbanistica che esprimeva parere positivo per la realizzazione dello stadio a Tor di Valle, esprimo perplessità sulla proprietà dei terreni ed altro ancora, e non partecipo alla votazione in commissione e in consiglio, proprio per non assumere una posizione politica contraria al mio gruppo. Per questa mia posizione di suggerimento alla prudenza e all’approfondimento dei fatti, immediatamente dopo la riunione in Commissione vengo sospesa».

Poi Grancio continua: «Ottobre 2017. Il Movimento è costretto a ritirare la sospensione di fronte al giudice, giustificandola come “mal impostata”: In realtà e di fatto non solo non vengo più reinserita. Anzi si aggravano la volontà e i comportamenti del gruppo per emarginarmi e impedirmi qualsiasi confronto. Totale preclusione anche al mio lavoro di competenza. Un esempio: non viene mai presa in considerazione la mia articolata proposta di presentazione di delibera consiliare, che ha come tematica la “problematica del condono edilizio». Una lunga battaglia arrivata fino all'epilogo di questi giorni.

«Andare controcorrente è sempre più difficile. Un grande abbraccio a #CristinaGrancio consigliera M5S in
Campidoglio, espulsa dal MoVimento perché coerente e coraggiosa, in particolare su urbanistica». Così in un tweet Stefano Fassina, consigliere di Sinistra per Roma.
 
Lunedì 16 Aprile 2018 - Ultimo aggiornamento: 18:43

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5 di 15 commenti presenti
2018-04-17 07:04:41
La democrazia non può esistere quando occorre diventare operativi. L'appartenenza al movimento non si deve basare sulla concordanza o meno rispetto ad una singola scelta ma ad un'etica che dovrebbe trasformare l'azione politica votata all'interesse della collettività e non di singoli gruppi. Lo stadio è un interesse della collettività.
2018-04-18 09:55:08
Davvero lo stadio è un interesse della collettività? E i che pensavo che l'interesse della collettività fosse garantire strade senza voragini, ospedali e assistenza, trasporti funzionanti e garantiti, raccolta e smaltimento rifiuti funzionanti, appalti veloci sia per la sanità che per le manutenzioni della cosa pubblica, efficienza dei servizi di sicurezza e di controllo del territorio, preservazione del patrimonio artistico e culturale. Siamo ancora al tempo del panem et circenses e non lo sapevo: devo mettere indietro la mia macchina del tempo.
2018-04-16 20:20:56
Non so tutti i dettagli ma quando una decisione del Comune di Roma e' stata presa ...basta non continuare a remare contro! hai dato la tua opinione e non e' stata accettata ...falla finita e accetta la decision finale del posto dove lavori...ma non puoi continuare a metterti contro come la CODACON che nun cianno niente artro de occupasse che dello stadio !
2018-04-16 19:32:54
Certo che è davvero complicato stare dietro a tutte le mestatoie gdei grillini, novelli giacobini e sanculotti: non si fa a tempo a commentare la ghigliottinata di uno, che l'attimo dopo rotola nel cesto un'altra testa, Però lo fanno con furbizia consumata: mai gettare fuori una star del movimento, ma solo quelli che loro considerano scartine. Qualche volta però sbagliano testa, come nel caso di Pizzarotti. E qualche volta sono anche costretti a riprendersene qualcuno indietro e a reincollargli la testa appena cascata con l'attaccatutto, come nel caso della Lombardi.
2018-04-16 19:19:12
Troppo coerente per stare con i 5 stelle...... Grillo e Casaleggio hanno deciso di cacciarla. Pizzarotti insegna.....
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