Roma, i sei candidati alle primarie del centrosinistra a confronto in tv

Roma, i sei candidati alle primarie del centrosinistra a confronto in tv
6 Minuti di Lettura
Domenica 28 Febbraio 2016, 16:13 - Ultimo aggiornamento: 29 Febbraio, 09:21

Primo confronto tv tra i candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio. Ad ospitarlo il programma In Mezz'Ora, su Rai3, condotto da Lucia Annunziata, dove questo pomeriggio si sono presentati tutti e sei i partecipanti alla competizione ai gazebo del 6 marzo: Roberto Giachetti, Roberto Morassut e Stefano Pedica del Pd; Gianfranco Mascia dei Verdi insieme all'inseparabile orso di peluche (coprotagonista del web format 'Mascia e Orso'); il generale Domenico Rossi per il Centro Democratico; e Chiara Ferraro, la ragazza autistica accompagnata da suo padre. La prossima settimana è previsto un nuovo confronto tra i sei, probabilmente in un teatro romano. 

ROBERTO GIACHETTI (PD)
«Non è assolutamente sicuro che vinca il centrosinistra. I giorni e le settimane che abbiamo di fronte serviranno proprio a far sì che il centrosinistra vinca», ha detto Roberto Giachetti.«Io temo tutti, perché per me può succedere di tutto e temo soprattutto il fatto che la città è molto arrabbiata e noi dobbiamo convincerla che c'è possibilità di ricrescere», ha continuato, rispondendo alla domanda se teme il M5S come avversario elettorale. 

«La politica nazionale ha un peso, Roma è la Capitale. Lei dice che io sono il candidato di Renzi, io sono onorato e felice che Renzi pensi che io possa fare il sindaco nel migliore dei modi. Ma mi sono candidato perché l'ho deciso io. Io in un rapporto schietto e leale con il governo, cercherò di ottenere risultati per Roma. Ad esempio, io ho chiesto e spero che il governo lasci la presenza delle forze ordine arrivate per il Giubileo anche dopo». «Serve un decentramento reale, serve che i municipi abbiano un bilancio per rispondere ai cittadini», ha aggiunto. E poi i trasporti: «Io penso che all'Atac bisogna fare un patto amministrazione-lavoratori per migliorare il servizio. Poi per quanto mi riguarda bisogna potenziare i tram», ha detto Giachetti.

Quanto al caso Marino: «È abbastanza singolare che un sindaco presenta le sue dimissioni e poi le ritira. Non è che il notaio arriva perché delle persone sono impazzite, c'era una crisi del rapporto con le forze politiche, soprattutto tra Marino e la città. Quando si comincia una battaglia elettorale sostenendo che 'Non è politica, è Roma', ovvero si espelle la politica purtroppo può succedere che si finisce dal notaio. A me la fine non è piaciuta, ma non so se sarebbe stato traumatico il proseguimento».

«Roma non è stata sempre così. Quando sono entrato nel 1993 con Rutelli in Campidoglio, Roma è rinata», dice poi Giachetti. «La sua interpretazione è che Roma è rinata con Rutelli e Veltroni e lo sfascio è arrivato dopo?», lo incalza Lucia Annunziata. «Non è la mia interpretazione... - risponde Giachetti - Noi siamo consapevoli degli errori fatti». Quali? «Con la giunta Alemanno c'è stato un eccesso di consociativismo e poi sostenere che 'Non è politica, è Roma' (lo slogan usato da Ignazio Marino durante la campagna elettorale del 2013, ndr), perché la politica può essere anche buona», ribatte Giachetti.

ROBERTO MORASSUT (PD)
«Non credo Renzi perderà Roma. Ho la sensazione che il centrosinistra può vincere queste elezioni», ha detto il candidato Roberto Morassut. «Penso che la destra sia abbastanza in caos - aggiunge - Credo che il M5s con quel baricentro politico spostato a destra della Raggi sia elemento temibile e competitivo ma lo possiamo sconfiggere. Con Marchini c'è un civismo molto coperto dalla politica». «Mi sono candidato per vincere le primarie», ha aggiunto rispondendo alla domanda se stesse facendo una campagna elettorale «non per vincere».

«Io ho lavorato su un zibaldone di programma che diventerà una sintesi tra due giorni, che presenterò alla stampa», ha spiegato. «Il programma va raccontato. Non ci sono state molte occasioni di confronto. Spesso prevale tendenza a raccontare noi stessi come quelli che stanno con questo o quell'altro e i contenuti interessano meno».

Morassut parla dello scandalo mafia capitale: «Prima che scoppiasse l'inchiesta di Mafia Capitale io quelle cose le ho dette e pubblicate in diversi libri. Ho voluto gettare un sasso nello stagno del mio partito che era sceso ad un livello bassissimo». «Dopo il 2008 è stata fatta un'immissione di veleno nell'amministrazione. Sono state assunte persone che non avevano titolo, con stipendi stellari e in punti nevralgici a contatto con la politica. In gran parte è responsabilità dell'amministrazione Alemanno».

E su Marino dice: «La fine dell'amministrazione Marino ha lasciato una ferita. Quell'esperienza si doveva concludere in consiglio comunale». «È vero anche che Marino ci ha messo del suo: dimettersi e poi ritirare le dimissioni ha creato un corto circuito - spiega - Ma Marino è stato vittima di un male più profondo che riguarda il centrosinistra e il Pd in questi anni per essersi chiusi in logiche interne dominate da signorie che si chiamano correnti. Questo ha pesato moltissimo ma poi c'è stata la responsabilità di un sindaco un pò naif, distante dal sentimento e i bisogni della città».

STEFANO PEDICA (PD)
«Io temo molto di più (del Movimento Cinque Stelle, ndr) il Partito Democratico, il mio partito perché c'è una marea di scontentezza...», dice Stefano Pedica. Quanto alla passata amministrazione il candidato sottolinea: «Qui c'è un abbandono totale. Dobbiamo fare un'analisi degli ultimi due anni, non massacrare il soggetto (Ignazio Marino, ndr) e scaricare tutte le nostre colpe. Non è così. Gli anni di abbandono sono da 15 anni a questa parte».

GIANFRANCO MASCIA (VERDI) E DOMENICO ROSSI (CD)
«Ci vuole il controllo da parte di un commissario autonomo sull'operato dei dirigenti. Una figura che sta al fianco al sindaco. Io propongo Gianfranco Amendola, che è stato procuratore della Repubblica a Civitavecchia», è la proposta del candidato alle primarie per i Verdi Gianfranco Mascia. «La mia è una campagna dadaista», spiega. E lancia un affondo contro la candidata del M5S Virginia Raggi: «Io e Virginia Raggi abbiamo un punto in comune: quando lei era nello studio Previti io ero sotto a combattere le leggi ad personam di Berlusconi. Due ruoli abbastanza diversi: io rivendico il mio ruolo di movimentista». Per Gianfranco Mascia e Domenico Rossi, l'avversario più temibile nella sfida Campidoglio è il Movimento 5 Stelle. E quando gli viene chiesto il perché Mascia risponde: «Perché so cosa porterebbe la loro vittoria».

CHIARA FERRARO
«L'esperienza con lista civica Marino, fu una grande vittoria per chi è abituato ad essere nascosto. Rispetto molto le critiche ma il nostro punto di vista è diverso: non è un'esposizione di Chiara, è un esserci di Chiara. Non si possono costruire luoghi adatti a Chiara. Chiara deve vivere la sua città, è città che deve essere autistic friendly», dice il padre di Chiara Ferraro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA