ROMA

Roma, il Comune vende gli asili. Coro unanime: no a privatizzazione

Lunedì 4 Gennaio 2016
Davide Bordoni, coordinatore romano di Forza Italia. «Aumentano di nuovo le rette degli asili nido nella Capitale, si colpiscono così le famiglie romane già provate da un regime fiscale insostenibile. Sembra che le politiche per la famiglia siano l'ultimo problema. Adesso apprendiamo che, per sopperire alla carenza di posti, il Comune invece di razionalizzare le spese ed investire in questo settore importante per le famiglie e per le pari opportunità, sta valutando di cedere gli Asili Nido allo Stato. Il servizio in alcuni casi funziona molto bene, non è necessario renderlo ancora più distante dai cittadini, ma tagliare gli sprechi ed aumentare i posti. Si potrebbe, nel frattempo, prevedere un buono da poter spendere nel privato. Un'operazione così rilevante, come quella del cambio di competenza, deve essere valutata, ed eventualmente adottata, dai rappresentanti del popolo, confidiamo che in questo periodo di commissariamento non si prendano decisioni avventate».


Gianluca Peciola, Sel. «Apprendiamo che nel documento unico di programmazione 2016-2018 il commissario Tronca ha previsto un piano di privatizzazione dei nidi comunali. Il programma stabilisce, a causa dell'impossibilità di reperire le risorse necessarie in Bilancio, la progressiva cessione allo Stato delle scuole dell'infanzia e la concessione a terzi dei nidi. Questo piano di privatizzazione è un altro effetto pericoloso della gestione commissariale voluta dal premier Renzi dell'amministrazione capitolina, e deve essere fermato. Non è possibile risparmiare su un servizio delicato come l'offerta educativa e scolastica per i più piccoli che deve restare pubblico».

Stefano Fassina, Pd, candidato sindaco di Roma. «La privatizzazione degli asili nido e il passaggio allo Stato delle scuole dell'infanzia di Roma è un atto politico di amministrazione straordinaria, quindi oltre le competenze sostanziali del Commissario Tronca - dice in una nota Stefano Fassina, candidato Sindaco a Roma - Ancor di più, in assenza del coinvolgimento dei Presidenti di Municipio, unici vertici democraticamente legittimati rimasti sul territorio. Chiediamo al Commissario di fermarsi e chiediamo al Governo di dare indicazioni politiche chiare al Commissario di Roma affinché cambi radicalmente rotta e proceda alla stabilizzazione di insegnati e educatrici precarie. La qualità della rete educativa di Roma resiste nonostante i tagli degli ultimi anni, conseguenza di Legge di Stabilità che, come quelle del Governo Renzi, scaricano sui Comuni i tagli di imposte nazionali».

Ex gruppo Pd Roma Capitale. «A Roma esiste già un sistema integrato pubblico - privato di gestione dei servizi educativi che esprime livelli di servizio di grande qualità. Dalla lettura dei principali quotidiani oggi in edicola però emerge una confusione sul Dup che non aiuta i cittadini a capire, ma anzi li preoccupa: non si distinguono scuole materne da asili nido comunali, asili nido privati convenzionati e/o in concessione. La confusione non aiuta». Così in una nota il gruppo uscente del Pd di Roma Capitale. «Utile è invece, vista la complessità del settore e la delicatezza delle persone a cui il servizio si rivolge, un confronto immediato con il subcommissario delegato in materia. - prosegue l'ex gruppo Pd - Per il Pd il settore educativo è una priorità così come dimostra anche il lavoro del Governo nazionale con la legge delega in materia di riorganizzazione dei servizi educativi (legge Puglisi). La nostra convinzione è che il sistema integrato di gestione sia da valorizzare, rispettando i parametri di eccellenza che il servizio pubblico in questi anni è stato in grado di garantire. Ribadiamo dunque la necessità di un confronto, confidando nell'accoglienza che le proposte del Pd hanno già avuto».

Andrea Catarci, presidente VIII Municipio. «Il Commissario Tronca non batte un colpo sui problemi specifici segnalati dai Municipi territorio per territorio. Al contrario, dimenticandosi del carattere provvisorio e ademocratico della sua carica, rilancia la malsana idea di privatizzare gli asili nido - dando luogo ad una vera e propria svendita - demolendo uno dei sistemi educativi che, malgrado tagli ingenerosi, è ancora tra i più avanzati d'Italia. In più si paventa l'ipotesi di passaggio delle scuole dell'infanzia comunali allo Stato. Come prima conseguenza di queste scelte in solitaria ci sarà impossibilità di procedere alla stabilizzazione di centinaia di educatrici e insegnanti precarie». Lo dichiara in una nota Andrea Catarci, Presidente del Municipio Roma VIII: «Possibile che due cose così importanti non passino neanche al vaglio dei Municipi? Tutte e due queste sciagurate ipotesi troveranno ferma opposizione fino alle barricate».

Luca Albert (Noi con Salvini). «Si vorrebbe cedere allo Stato le scuole dell'infanzia e la concessione a terzi dei nidi comunali. Tronca, tronchi questa bizzarra ipotesi!». Lo dichiara in una nota Luca Aubert, esponente romano di Noi con Salvini.

Cgil, Cisl e Uil. «Apprendiamo dalla stampa che esisterebbe un piano di vendita degli asili e di cessione allo stato di scuole dell'infanzia di proprietà comunali. Sarebbe quanto previsto nel documento unico di programmazione (DUP) 2016-2018. Non conosciamo e non siamo stati informati su questo documento, che dovrebbe tracciare le linee programmatiche dell'azione dell'amministrazione capitolina per i prossimi tre anni. Se le indiscrezioni di stampa fossero confermate, si aprirebbe uno scenario inquietante: una gestione Commissariale, che dovrebbe governare Roma per altri 6 mesi, si assumerebbe la responsabilità di stravolgere le quarantennali politiche per l'infanzia della nostra città, rinunciando alla gestione diretta e abdicando al proprio ruolo attraverso una vera e propria privatizzazione di uno dei servizi più delicati e importanti per la città, con conseguenze devastanti per le famiglie e per le lavoratrici». Così in una nota i segretari di Fp Cgil Roma Lazio, Fp Cisl Roma Rieti e Uil Fpl Roma Lazio Marco D'Emilia, Giancarlo Cosentino e Remo Croce. «Situazione questa che aprirebbe una drammatica e senza precedenti crisi occupazionale per le circa 6000 educatrici e insegnanti capitoline, senza più alcuna prospettiva per le migliaia di lavoratrici già oggi precarie - dicono i sindacalisti - È, per altro, nota la posizione sindacale di netto contrasto ad ogni ipotesi di privatizzazione e di rinuncia ad espletare quella funzione di gestione pubblica diretta dell'importante bene comune rappresentato dai servizi all'infanzia di Roma Capitale. Abbiamo chiesto un incontro urgente al Commissario Straordinario proprio sul settore educativo e scolastico della Capitale che sta vivendo un momento di estrema difficoltà, così come per altro la totalità dei dipendenti capitolini, per riprendere quel confronto interrotto con le dimissioni della precedente Giunta. Sarà questa l'occasione anche per chiedere conto delle odierne indiscrezioni di stampa».






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