VIRGINIA RAGGI

Raggi, la trattativa con i pm per patteggiare in aula

Venerdì 27 Gennaio 2017 di Valentina Errante
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Il vero scoglio adesso è quello del Codice etico dei Cinque Stelle, rinnovato, tra l'altro, solo lo scorso 2 gennaio. Perché il sindaco di Roma e il suo legale, Alessandro Mancori, stanno concretamente valutando l'ipotesi del patteggiamento del solo reato di falso. Cioè il male minore: salverebbe Virginia Raggi da una condanna ben più pesante, per i due episodi di abuso d'ufficio che le sono stati contestati per la nomina di Raffaele Marra a numero uno del Dipartimento del Turismo, e dalla mannaia della legge Severino, che non prevede sospensione per un amministratore condannato in primo grado per il solo reato di falso.

L'obiettivo dell'avvocato, che ha già preso contati con la procura, è riuscire a spuntare una pena inferiore a un anno, anche se sembra improbabile che i pm possano dare parere favorevole per meno di un anno e due mesi: la delibera che promuovere Renato Marra, del resto, porta la firma del solo sindaco, la possibilità di escluderla dalle contestazioni è giuridicamente acrobatica.

Nel caso di una trattativa favorevole alla difesa, resterebbe comunque il problema politico, quello delle dimissioni dalla carica di sindaco, previsto dal regolamento, o l'ipotesi che Raggi resti al suo posto ma dopo essere stata espulsa dal Movimento. Non è escluso, però, che, alla fine anche questa possa costituire un'exit strategy per Grillo: che con un'espulsione così eclatante otterrebbe di certo un ampio consenso popolare.

L'altra ipotesi, quella del processo, che la procura vorrebbe comunque con rito immediato, potrebbe avere effetti ben peggiori sui 5 Stelle alla vigilia delle elezioni, se non altro perché prevederebbe, in tempi brevissimi, il deposito di tutti gli atti, incluse le chat dalle quali emergono circostanze riservate sulla vita della giunta capitolina e sugli stessi Cinque Stelle. Tra le conversazioni ci sono anche quelle che registrano gli incontri tra Luigi Di Maio, Virginia Raggi, Raffaele Marra per discutere delle nomine in Campidoglio. L'altra incognita è Raffaele Marra, che definitivamente rinnegato dal sindaco e accusato di avere commesso gli abusi, potrebbe valutare altre mosse difensive.

LE CHAT
Tra le conversazioni recuperate agli atti dai carabinieri del nucleo Investigativo di Roma nel cellulare di Raffaele Marra ci sono anche le conversazioni tra Raggi, Marra e Luigi Di Maio sulle nomine in Campidoglio. E se era noto che ci fosse stato un appuntamento a tre a luglio scorso per stabilire come dovesse essere organizzata la giunta, adesso, emerge che ce ne sono stati almeno altri due ad agosto. Era stato il vicepresidente della Camera, dopo l'arresto di Marra, a difendersi, in una concitata assemblea dei Cinque Stelle, sostenendo di avere incontrato l'allora ex capo di gabinetto del sindaco di Roma una sola volta. Adesso emerge invece che insieme stabilivano le nomine.

IL PATTEGGIAMENTO
L'obiettivo dell'avvocato, che ha già preso contatti con la procura, è riuscire a spuntare una pena inferiore a un anno per il solo reato di falso. Di fatto Virginia Raggi potrebbe tentare la strada di accusare Marra dell'abuso, ammettendo solo di avere mentito nella relazione consegnata al responsabile Anticorruzione del Campidoglio, che doveva replicare ai rilievi Anac sull'irregolarità della nomina di Renato Marra. In quel documento Virginia Raggi ha sostenuto di avere gestito l'iter per quell'incarico in autonomia e dopo avere esaminato migliaia di curricula, difendendo ancora una volta Marra, poi finito in manette per corruzione.

La trattativa è aperta e di non facile soluzione: sebbene il reato sia contestato dai pm in concorso a Marra e alla Raggi, di fatto, la delibera porta la firma del solo sindaco. L'ammissione del solo falso salverebbe la Raggi dalla norma Severino e dalla sospensione di diciotto mesi prevista per una condanna in primo grado per abuso d'ufficio (con un prolungamento di altri dodici in caso di condanna in appello).

Ultimo aggiornamento: 20:37

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