Raggi: «Marra un errore, ora capitolo chiuso. Appendino? In Italia c'è Mafia Capitale, non Mafia Sabauda»

Raggi: «Marra un errore, ora capitolo chiuso. Appendino? In Italia c'è Mafia Capitale, non Mafia Sabauda»
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Martedì 17 Gennaio 2017, 19:23 - Ultimo aggiornamento: 20:10

Governare Roma «non lo definirei un peso ma un onore, certo è una città difficile, ci sono responsabilità, le conoscevamo prima di candidarci e siamo pronti a farcene carico come stiamo già facendo». Lo ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi intervistata a "di Martedì" su La7. «La città sta cambiando ma quando si costruisce si deve fare la buca, scavare, costruire le fondamenta. Gli operai sono a lavoro a costruire solide fondamenta», ha aggiunto.

«La macchina amministrativa è uscita fuori da Mafia Capitale a pezzi, quindi noi tutti insieme ci stiamo facendo carico di ricostruire la macchina. Quando è ricostruita possiamo iniziare a guidare», ha detto il sindaco, «Se una persona è capace o meno lo si può dire solo se si trova su una macchina pronta a partire» ha aggiunto sottolineando che «nel M5S a Roma divisioni non ce ne sono ma c'è dibattito, questo sì».

Raggi ha quindi risposto a una domanda su Raffaele Marra, l'ex responsabile del Dipartimento del Personale in Campidoglio arrestato: «Marra è stato un errore ma ora è un capitolo chiuso. Sono entrata in amministrazione uscita da Mafia Capitale dove un dirigente su quattro è indagato, Marra aveva un curriculum di tutto rispetto: gli ho dato fiducia e ho commesso un grave errore valutazione, oggi non lo rifarei - ha precisato Raggi - ma ora è un capitolo chiuso e abbiamo sottoposto a verifica tutti gli atti». E sulla nomina del fratello di Marra al dipartimento Turismo, ora ritirata, Raggi ha spiegato: tutti sapevamo che era il fratello di Marra, la nomina è stata decisa da assessori e consiglieri poi dopo le osservazioni dell'Anac l'abbiamo sottoposta a verifiche e deciso
».

«In caso di avviso di garanzia la posizione è sempre la stessa: si leggono e si valuta cosa fare», ha detto quindi la Raggi, rispondendo a una domanda su cosa farà nel caso le arrivi un avviso di garanzia. «Per tutte le ferie di Natale sui giornali c'è stato il terrorismo su questo - ha aggiunto - per quanto mi risulta non sono indagata. sono serena. Se arriverà? Vedrò».

Poi, in merito alla classifica di gradimento dei sindaci italiani, che vede Appendino al primo posto e la Raggi al penultimo, la prima cittadina di Roma ha risposto: «Appendino? Ognuno deve fare il sindaco della propria città, è brava. In Italia c'è Mafia Capitale, non Mafia Sabauda, dunque è ovvio che io mi debba opporre alla macchina, è una situazione diversa».

«Io rivoterei la sindaca Raggi e soprattutto le darei la possibilità del tempo, possibilità che è stata data a tutti gli altri sindaci», ha detto Raggi. Circa le grandi opere, ovvero Stadio della Roma, l'area dell'ex Fiera e il prolungamento della Metro C, il sindaco ha sottolineato che l'alternativa non è tra
«fare o non fare, tra opere o immobilismo: c'è una terza via che è quella di fare opere necessarie». «Le amministrazioni precedenti hanno fatto grandi opere che hanno poi gravato sulla comunità con debiti, ora abbiamo bisogno di opere necessarie tipo la manutenzione stradale».

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