Caso nomine, Raggi quattro ore dai pm ma su Marra non convince

Raggi dopo l'interrogatorio (Ansa)
di Michela Allegri e Sara Menafra
4 Minuti di Lettura
Venerdì 14 Luglio 2017, 08:59 - Ultimo aggiornamento: 16 Luglio, 10:09

Alle 17,30 arriva in procura a piazzale Clodio, accompagnata dai suoi avvocati e dagli agenti della scorta. È l'ultimo tentativo di difesa per evitare il rinvio a giudizio, anche se a fine giornata l'ipotesi che sembra più probabile è che la procura proceda comunque verso il processo per l'accusa di falso e lasci cadere quella per abuso d'ufficio. La sindaca Virginia Raggi, dopo la chiusura delle inchieste che l'hanno travolta, e dopo aver studiato nei dettagli gli atti d'indagine depositati dai magistrati, si presenta dal pm Francesco Dall'Olio.

Per quattro ore tenta di scrollarsi di dosso le accuse che gli inquirenti le contestano in relazione all'affaire nomine: la decisione di ingaggiare alla direzione del dipartimento Turismo Renato Marra, fratello maggiore dell'ex braccio destro della Raggi, Raffaele, che le è valsa un'accusa di falso. E' questa la circostanza più difficile da chiarire, che avrebbe occupato ore del lungo colloquio coi pm. L'altra accusa, per abuso d'ufficio, è relativa alla promozione - con vertiginoso scatto di stipendio - dell'ex fedelissimo Salvatore Romeo. A fine giornata, percorre a passo svelto il corridoio al secondo piano del palazzo di giustizia, cerca di apparire sicura di sé: «È stato un colloquio molto cordiale, del resto lo avevo chiesto io - dice - sono fiduciosa».

LA MEMORIA
Ai pm ha consegnato anche una memoria scritta. Il documento riguarda la nomina di Romeo ed è corredato da un parere redatto dal professor Federico Tedeschini, ordinario di Diritto pubblico all'università La Sapienza. I difensori della sindaca, gli avvocati Alessandro Mancori ed Emiliano Fasulo, hanno sottoposto al pm anche alcuni casi di precedenti, per sottolineare la regolarità della nomina, sebbene i loro rapporti fossero finiti al centro di accese polemiche per le polizze che lui le aveva intestato. «La procedura è stata lineare, sono stati chiesti pareri e sono state fatte verifiche - dice l'avvocato Mancori lasciando il tribunale - non c'è stato nessun abuso d'ufficio». Pochi giorni fa, ha consegnato agli inquirenti anche l'esito delle indagini difensive svolte relative al secondo fascicolo, quello più scivoloso, che tira in ballo i rapporti della Raggi con il suo ex vicecapo di gabinetto, Raffaele Marra, che è già sotto processo per corruzione.

In questo caso, nel mirino della procura c'è la promozione alla direzione del dipartimento Turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello maggiore di Raffaele. La Raggi è accusata di falso, per aver mentito alla responsabile Anticorruzione del Comune, Maria Rosa Turchi. La prima cittadina, infatti, interpellata dall'Anac, ha dichiarato di aver scelto in autonomia - senza ascoltare il parere di Marra junior - di procedere con la nomina. In realtà, per la procura, l'ingaggio di Renato sarebbe stato sponsorizzato proprio dal fratello, che è indagato per abuso d'ufficio, per aver violato la normativa che impone ai funzionari comunali di partecipare agli iter di nomina di parenti.

A incastrare la prima cittadina, uno scambio via chat con Raffaele. «Questa cosa dello stipendio me la dovevi dire, mi mette in difficoltà», ha scritto la Raggi quando ha scoperto dai giornali che Marra senior avrebbe avuto 20mila euro in più in busta paga. Per gli inquirenti, sarebbe la prova che la Raggi fosse stata a conoscenza del ruolo di primo piano svolto da Marra junior nella procedura di nomina del fratello.

LA CHAT
Nella memoria depositata al pm, la prima cittadina ha cambiato versione: ha dichiarato che, a volere Renato al Turismo, era stato l'assessore Adriano Meloni. La Raggi sostiene di essersi limitata a vistare l'interpello da lui predisposto. Meloni, subito dopo l'annuncio, ha confermato la versione della prima cittadina. «È vero, ho voluto io Renato Marra, lo conoscevo perché avevamo già lavorato insieme», ha dichiarato tre giorni fa.

Ascoltato dai magistrati come persona informata sui fatti lo scorso febbraio, però, l'assessore aveva dichiarato che a suggerirgli il nome di Renato era stato Raffaele. Marra senior aveva poi partecipato all'interpello ed era stato selezionato. Sul punto, il cambio di versione della Raggi potrebbe non convincere gli inquirenti. Non è tutto. In alcune chat agli atti del processo in cui Raffaele Marra è imputato per corruzione con l'immobiliarista Sergio Scarpellini, ci sono conversazioni in cui Marra junior e Meloni parlano proprio della nomina della discordia.

«Ho parlato col sindaco, ho detto: Renato per me è estremamente utile, sarebbe una risorsa incredibile», dice l'assessore a Raffaele il 16 novembre scorso, pochi giorni dopo lo scandalo dell'aumento in busta paga. L'ex vicecapo di gabinetto risponde che la Raggi non gli parla da giorni. È contrariato: «Prima lo voleva fare Comandante, poi vicecomandante, poi dice: Va be', se Adriano lo vuole con lui, lascialo con Adriano, eccetera. Sta' cosa è stata condivisa co' tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA