Neve a Roma, Alemanno: «Io ci ho messo la faccia, Virginia sta al sole»

Martedì 27 Febbraio 2018 di Simone Canettieri
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Gianni Alemanno, si sta vendicando sui social network, eh?
«Diciamo che ho rispolverato la foto di quando, nel 2012, ero sindaco e spalavo la neve. Un modo per rimarcare la differenza tra me e la sindaca Raggi. Io ci misi la faccia, lei va in Messico».

Come sta trovando Roma?
«Devastata e abbandonata a se stessa, a fronte di una nevicata più preannunciata di quella mia e soprattutto meno intensa».

La nevicata del 2012 l'ha segnata politicamente?
«L'insegnamento fu tratto subito perché dopo una settimana ci fu un'altra nevicata ma rispondemmo bene».

Ma la prima fu un disastro.
«Quella fu una precipitazione straordinaria che non si registrava dal 1985 a Roma. In più, all'epoca, c'era una Protezione civile molto diversa rispetto a quella che c'è adesso».

Cioè?
«Al contrario di Bertolaso, Gabrielli delegava tutto ai sindaci. Alla fine abbiamo imparato come fare, grazie a quella esperienza durissima».

La sindaca Raggi è in Messico d'accordo, ma lei non ci mise un po' troppo la faccia?
«In che senso?».

Si fece fotografare ovunque a spalare la neve, partecipò a qualsiasi trasmissione televisiva. Non c'era una via di mezzo?
«Anche il sindaco di New York si è fatto fotografare con la pala in mano. Andai in tv per denunciare la crisi della Protezione civile e nello scontro ci rimisi. Ma il problema fu reale perché in quell'occasione in giro per l'Italia si registrarono anche dei morti: un disastro».

È rimasto mitologico il suo «chiamo l'esercito».
«Quello era per un fatto di sicurezza, non era legato alla nevicata. Poi mi sembra che l'esercito lo abbiano chiamato con il passare del tempo anche i sindaci di sinistra!».

Si esporrebbe ancora come allora?
«Sì, è più forte di me. Non mi tiro mai indietro, non mi nascondo».

Ma lei confuse, nei bollettini, millimetri con i centimetri e si creò un gran caos. Ricorda?
«Questo è vero, mancò chiarezza nella comunicazione, tanto che io chiusi le scuole, ma il prefetto lasciò aperti gli uffici».

Lei si fece fotografare con dei pacchi di sale fino da cucina: non fu una gaffe?
Ride «Sì, ci fu tutta una polemica: ci accusarono di aver usato il sale sbagliato. Ma la vuole sapere una cosa?».

Certo.
«Ho sentito la Protezione civile che oggi mi ha detto che ha usato il sale fino, va bene anche quello».

Venne molto attaccato.
«Già, con i classici luoghi comuni usati per sfottere un uomo di destra. Speriamo che la sindaca porti un sale miracoloso dal Messico».

Consigli alla sindaca Raggi?
«Serve una Protezione civile cittadina molto forte: fu questo il mio vero errore».

Questa volta ha spalato il cortiletto di casa?
«No, andavo di fretta. C'era la laurea di mio figlio». © RIPRODUZIONE RISERVATA