Roma, la rivincita nel feudo rosso: «I voti grillini verso la Lega»

Lunedì 11 Giugno 2018 di Mauro Evangelisti

Ciaccheri e il centro sinistra conquistano l'VIII Municipio al primo turno con il 54,3 per cento dei voti. «Nel 2016 eravamo divisi e andò male; ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo fatto attività sul territorio, abbiamo creato una coalizione unita ed ecco la vittoria», spiega emozionato attorno alle 2 il nuovo presidente, che aggiunge: «Ora si parte dalla manutenzione delle strade e del verde, ma quello di oggi è un avviso di sfratto per la Raggi». Nell'alleanza il Pd è il primo partito del Municipio con il 24,7, mentre Super 8 (la lista di Ciaccheri e dunque più a sinistra) al 19.

ESITO
A Garbatella e dintorni torna il colore rosso, in una giornata che però è contraddistinta dalla bassissima affluenza, visto che ha votato appena il 28 per cento degli elettori. A Garbatella e dintorni non c'è traccia di giallo-verde, è un'isola felice o infelice a seconda delle opinioni rispetto al resto del Paese, il Movimento 5 Stelle incassa la prima vera grande sconfitta del dopo Raggi che pure è venuta a fare comizi (non si sono presentati in tanti, segnale della catastrofe in arrivo). A Garbatella e dintorni la notte confeziona un epilogo vintage: riecco la roccaforte della sinistra, quella che era stata sorprendentemente travolta nel 2016, con i festeggiamenti nell'ex casa del popolo del Pci oggi centro culturale La Villetta, dove ancora campeggia la foto di un comizio di Di Vittorio. Amedeo Ciaccheri, 30 anni, studente di filosofia, già consigliere municipale come indipendente di Sel, oggi un po' più a sinistra del Pd ma alla guida di una coalizione unificatrice, vince al primo turno, superando ampiamente il muro del 50 per cento. Dietro, insegue al 25,3 per cento Simone Foglio, di Forza Italia e portabandiera del centrodestra (Lega di Salvini compresa che diventa il primo partito della coalizione al 10,8) che fino all'ultimo ha sperato di andare al ballottaggio.

Male, malissimo, al 13 per cento, Enrico Lupardini: «Sì, è una vera sconfitta, i nostri voti sono andati alla Lega». Lui è uno storico attivista di M5S (uno di quelli che su Facebook scrive Ha studiato presso Movimento 5 Stelle), chiamato a curare le ferite pentastellate, visto che l'VIII Municipio è stato il primo a cadere a causa della guerra fratricida nel movimento: il presidente eletto Paolo Pace se ne è andato a Fdi, rapidamente è cresciuta la delusione dilagante tra chi nel 2016 diede fiducia ai pentastellati (27 per cento al primo turno, in molti sono tornati al centro sinistra, in tanti sono andati al mare). «La Raggi - ricorda Ciaccheri - solo negli ultimi giorni ha messo in campo alcuni interventi per questo territorio, ma i cittadini neppure se ne sono accorti».

Sintesi: non è chiaro se a Garbatella e dintorni il tempo sia tornato indietro o, al contrario, corra più veloce che nel resto d'Italia, ma ieri già dopo mezz'ora dall'inizio del conteggio delle schede si è capito che Ciaccheri avrebbe vinto al primo turno. L'affluenza bassa ha aiutato la sinistra, e anche questo se vogliamo è una formula vintage. E allora bisogna tornare nella vecchia sede del Pci della Villetta, dove il neo presidente - barbetta per celare il volto da ragazzo, jeans e camicia azzurra -, dispensa saluti a un centinaio di giovani e meno giovani accorsi ad aspettare l'esito del voto, al vicepresidente della Regione, Massimiliano Smeriglio, al segretario del Pd romano, Andrea Casu. Va ricordato che alle primarie (3.200 votanti) Ciaccheri aveva battuto un nome storico del Pd, Enzo Foschi (c'era anche lui ieri sera a festeggiare), ma per una volta superato quello scoglio il centrosinistra non si è diviso. Che la vittoria fosse nell'aria, lo dimostra la spaghettata al pomodoro di gruppo (molto vintage anche quella), alle 21.30, annaffiata da birra e vino. Lo spumante resta nel frigo a lungo, poi però ecco le prime sei sezioni (Bompiani, Montagnola e Zabaglia) che danno Ciaccheri al 53,7. Altri trenta minuti, 22 sezioni, la percentuale sfiora il 58, dopo 33 si assesta al 57. Lo spumante aspetta, si fanno ragionamenti, conta la scaramanzia. Quella non è vintage, è senza tempo, ma nella notte si brinda. «Torniamo a casa a piedi», scherza Ciaccheri.
 

Ultimo aggiornamento: 07:16 © RIPRODUZIONE RISERVATA