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«M5S controlla gli iscritti con la procura» Ma Pignatone: non diamo notizie segrete

«M5S controlla gli iscritti con la procura» Ma Pignatone: non diamo notizie segrete
di Valentina Errante e Sara Menafra
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Febbraio 2017, 08:24
ROMA «Il Movimento 5stelle controlla i miei ogni mese», Luigi Di Maio lo rivela in chat a Virginia Raggi. Sono i giorni della polemica di agosto e la sindaca, per ottenere l'appoggio del vice presidente della Camera e confermare l'incarico a Raffaele Marra, si era rivolta al procuratore Giuseppe Pignatone, per verificare se ci fossero indagini in corso. E insieme al nome del suo fedelissimo aveva chiesto verifiche su assessori e funzionari che voleva con sé. La risposta generica della procura le basta ad averla vinta, perché il vice presidente della Camera Luigi Di Maio, responsabile degli enti locali nel Movimento, d'accordo con lei ha scelto di non allontanare Raffaele Marra. Anche a costo di perdere pezzi della giunta, Fino, al 16 dicembre, quando il sindaco ombra finisce in carcere per corruzione, A margine della battaglia della Raggi, c'è l'intreccio di sms, in un triangolazione diventatata caso politico.

E' agosto quando il sindaco invia in procura la richiesta di formale accertamento sulla situazione penale di Raffaele Marra e su una lunga lista di assessori e dirigenti contestati, decine e decine di nomi. Vuole sapere se siano puliti e possano restare in squadra. Una richiesta che, come lo stesso procuratore Giuseppe Pignatone chiarisce, riguarda «atti e procedimenti non coperti da segreto investigativo». In gioco c'è anche la posizione di Marra. Il 12 agosto arriva la risposta, Pignatone scrive: «Nei confronti del Marra non vi sono iscrizioni suscettibili di comunicazioni». Una formula espressamente prevista dall'articolo 116 bis che, come ha chiarito il procuratore comprende sia il caso che non vi siano procedimenti pendenti sia che risultino procedimenti coperti da segreto investigativo. E invece, probabilmente, tanto basta al Movimento cinquestelle per confermare la fiducia a Raffaele Marra.

I DOPPI SMS
Il 10 agosto, Di Maio con un sms aveva chiesto alla Raggi se avesse avuto notizie da Pignatone. Un messaggio escluso dagli atti dell'inchiesta che Di Maio ha deciso di diffondere: «Nella riunione con me, Marra non mi ha mai chiesto se andare in aspettativa o meno. Semplicemente mi ha raccontato i fatti. Io l'ho ascoltato perché tu me lo avevi chiesto, sono rimasto a disposizione tua, non sua. E penso che nel gabinetto non possa stare, perché ci eravamo accordati così». E la Raggi: «Pignatone mi risponderà quanto prima, l'elenco conteneva una prima tranche da 20 nominativi». Di Maio: «Aspettiamo Pignatone. Poi insieme allo staff decidete/decidiamo. Lui non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese. L'importante è non trovare nulla». Sul cellulare di Marra acquisito dalla procura, però, la sindaca avrebbe inviato solo un pezzo della conversazione: «Non si senta umiliato. È un servitore dello Stato. Sui miei il Movimento fa accertamenti ogni mese».