Fondi extra per Roma a settembre
Raggi in pressing su Tria:
priorità a scuole e buche

Mercoledì 22 Agosto 2018 di Lorenzo De Cicco
L'asse tra il Campidoglio pentastellato e il governo gialloverde potrebbe portare nel forziere della giunta di Virginia Raggi altri 180 milioni di euro. La sindaca è in pressing da settimane, il rapporto con l'esecutivo Conte è buono, ma per allargare i cordoni della borsa comunale serve un ultimo avallo da parte del Ministero delle Finanze guidato da Giovanni Tria. La trattativa, sottotraccia, sta andando avanti in piena estate, a Palazzo Senatorio sono convinti di spuntarla e sperano di riuscire ad approntare la manovra bis già per fine settembre. Serve un'altra, corposa, variazione di bilancio per mettere benzina nel settore degli investimenti e della manutenzione, una voce di spesa mutilata negli anni passati da sforbiciate continue col risultato che oggi dalle buche al verde pubblico la Capitale mostra i segni di una crisi nerissima.

L'APERTURA
Un primo segnale di apertura da parte del governo amico è arrivato venti giorni fa, appena prima che l'Assemblea capitolina chiudesse i battenti per la pausa agostana: l'assestamento di bilancio ha portato in dote alle traballanti casse del Comune 125 milioni di euro di investimenti extra. In gergo tecnico si chiamano spazi, ma la geometria non c'entra, sono soldi in più che il Campidoglio può spendere rispetto ai vincoli di bilancio. Per allargare i propri margini di manovra, va detto, la giunta ha dovuto presentarsi con i conti in ordine e le scadenze rispettate. Raggi lo ha dichiarato diverse volte, da quando due anni fa ha conquistato il Colle capitolino: «Abbiamo sempre approvato i bilanci entro i termini di legge». E parlando alla Lega di Salvini, la sindaca a Ferragosto ha sottolineato che «Roma non è più ladrona». Come a dire: abbiamo fatto i compiti a casa. E ora si può battere cassa.
Per incamerare altri 180 milioni però serve il via libera di Tria. «Siamo fiduciosi che il ministro dell'Economia si esprima positivamente nelle prossime settimane, contiamo di portare la manovra in Aula già per fine settembre», confida il presidente della Commissione Bilancio del Campidoglio, Marco Terranova (M5S). «Se oggi possiamo chiedere questi spazi ulteriori - aggiunge - è perché ci presentiamo con i bilanci a posto, dopo anni di sprechi e debiti». Una fetta consistente della torta dei nuovi fondi, difatti, servirebbe proprio a saldare le fatture «fuori bilancio», scomoda eredità delle vecchie amministrazioni. Il resto, aggiunge il numero uno della Commissione, verrebbe destinato agli investimenti, con priorità alla manutenzione di strade e immobili, a cominciare dalle scuole. «Ho già chiesto ai municipi di indicare le priorità», spiega Terranova. Del resto solo per metter mano alle vie con l'asfalto slabbrato le circoscrizioni hanno chiesto interventi per 893 milioni da qui al 2021. Serve liquidità, insomma.

SBLOCCA-CANTIERI
Qualche assist è già arrivato, da quando il M5S è andato al governo. L'ultimo assestamento ha permesso alla Capitale di spendere 125 milioni in più rispetto al budget previsto per il 2018, soldi che permetteranno di sbloccare i cantieri più urgenti con 58 milioni per le infrastrutture, di cui 20 per le strade e quasi 18,5 per il comparto dei trasporti, altro settore in grande sofferenza. «Il nuovo ministro dell'Economia finalmente ci ha concesso la possibilità di usare l'avanzo per gli investimenti», ha detto Raggi il 30 luglio davanti ai consiglieri dell'Assemblea capitolina. Ma le richieste a Tria non sono finite.
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