Roma, Bus: a bordo arriva il tornello,
in 4 per far timbrare il ticket

Martedì 12 Giugno 2018
Suore e ballerine, studenti e lavoratori: chi con il biglietto già pronto in mano, complice l'abitudine di rispettare le regole a prescindere dai costumi correnti, e chi invece il biglietto non ce l'ha proprio. Non ci pensa. A Roma in fondo funziona anche così. Ma da ieri tutto cambia, almeno su una linea del trasporto pubblico che da largo San Leonardo Murialdo attraversa buona parte della Garbatella, Tor Marancia e Marconi. Il viaggio verso la modernità parte dal bus 669, il primo della flotta Atac a sperimentare il sistema del tornello.

«Era ora che arrivasse, per rispetto di chi paga e del buon costume», commenta Marina che in mano tiene I pilastri della Terra di Ken Follett e ogni mattina sale alla fermata di via Pisati per scendere poi a piazza dei Navigatori. Fa caso sentirsi cittadini del mondo in un piazzale assolato, con le buche e l'erba alta, di fronte all'istituto nautico De Pinedo-Colonna. Eppure funziona, la soddisfazione si legge sui volti di molti utenti. «Basta fare i furbetti, sono dodici anni che pago l'abbonamento ed è giusto comprare un biglietto se vuoi utilizzare un servizio», spiega Viviana Restivo 29 anni. Di cosa stiamo parlando? Della nuova misura introdotta dall'Atac su una linea del trasporto pubblico dove non si potrà più evitare di pagare la corsa.

IL SISTEMA
Sulla vettura numero 8185 sono stati installati due braccia di plastica all'altezza dell'obliteratrice nella parte anteriore del bus, che si abbassano nel momento in cui l'utente oblitera il biglietto o l'abbonamento e che restano, invece, alzate nel caso in cui non si abbia con sé il titolo di viaggio. Per chi vuole, si può acquistare il ticket a bordo grazie alla presenza del bigliettaio. L'uscita, invece, è permessa solo dal portellone centrale attraverso una segnaletica sul corridoio del bus e ben visibile sui vetri della vettura. Lo strumento serve, come ha ricordato il presidente della commissione Mobilità, Enrico Stefàno, a frenare l'ascesa dei portoghesi (quelli cioè che viaggiano gratis sui mezzi pubblici) con la speranza di incentivare un suo responsabile del servizio di trasporto.

I LIMITI
Tuttavia i problemi non sono mancati neanche nel primo giorno di sperimentazione. Dai ritardi alle fermate con il maggior numero di utenti che per passare il varco hanno creato una fila alle perplessità degli autisti: «Servirebbe anche un tornello di uscita all'altezza del portellone posteriore, altrimenti qualche furbetto poterebbe tentate di salire lo stesso, e un sistema di protezione per il bigliettaio che, invece, un domani se il sistema entrasse a regime potrebbe rischiare comunque di essere aggredito e derubato». Ieri sulla prima corsa sperimentale c'erano due dipendenti uno in qualità di bigliettaio e un altro per la sicurezza oltre all'autista e a una guardia giurata.

«In futuro confessa un dipendente dell'Atac il personale andrà ridotto anche perché costerebbe troppo mantenere 4 figure su ogni vettura». Cosa ha comportato la sperimentazione nel primo giorno? Il blocco dell'evasione almeno sul mezzo: dalla prima corsa delle 7.40 del mattino e fino a quella delle 14.30 erano stati erogati a bordo 25 biglietti per un incasso extra di 72 euro. L'unico problema in una città frenetica con i bus che difficilmente riescono a essere puntuali è stato l'orario. Da capolinea a capolinea il 669 impiega generalmente 50 minuti. «In alcune fermate conclude il dipendente si è creata un po' di fila e abbiamo registrato sulla prima corsa un ritardo di venti minuti». Ma non tutto può essere perfetto.
  © RIPRODUZIONE RISERVATA