Bimbo con due mamme riconosciuto in Comune a Roma: è polemica

Venerdì 6 Febbraio 2015
È stato trascritto, presso il Registro dello Stato Civile del Comune di Roma, l'atto di nascita di un bambino di circa 4 anni figlio di due donne. La notizia, anticipata oggi nelle pagine romane di Repubblica, è stata confermata dall'assessorato alle Pari Opportunità di Roma. La coppia, che è formata da una donna argentina e una cittadina romana, spiegano dall'assessorato, ha avuto il bambino in Argentina nel 2011 e ha richiesto all'anagrafe di Roma la trascrizione del certificato di nascita che è stato accordato. L'ok è arrivato "dopo attenta valutazione degli uffici competenti e in linea con la sentenza della Corte d'Appello di Torino che ha permesso nel capoluogo piemontese il riconoscimento della trascrizione di un atto di nascita analogo - spiegano dall'Assessorato di Alessandra Cattoi -. Il 4 febbraio all'Anagrafe di Roma è stato registrato il primo bambino con due mamma, e si continuerà con le trascrizioni nell'interesse superiore dei minori: Roma deve dare risposte alle richieste dei cittadini anche in termini di diritti".



«Roma ha finalmente trascritto l'atto di nascita di un bambino con due genitori dello stesso sesso, due mamme in questo caso. Era da tempo che auspicavamo una posizione chiara e con atti concreti in questo senso. Trascrivere le nascite di bambini di coppie omosessuali, che hanno contratto matrimonio in altri paesi, come figli di entrambi è un atto che garantisce il principio di tutela della genitorialità contenuta nella Costituzione italiana e nelle normative europee.» Così Riccardo Magi, consigliere comunale capitolino e presidente di Radicali Italiani, che per settimane ha seguito la questione aiutando Alexander Schuster, il legale della coppia, che collabora da tempo con l'Associazione Radicale Certi Diritti e con Famiglie Arcobaleno. «Registro delle unioni civili e trascrizione dell'atto di nascita: in pochi giorni Roma ha messo a segno due colpi che le valgono il titolo indiscusso di capitale dei diritti» aggiunge Yuri Guaiana, segretario dell'Associazione Radicale Certi Diritti. «L'aspetto più importante di questa decisione è che avviene per iniziativa dell'amministrazione comunale e non in esecuzione di un provvedimento giudiziale. È importante rilevare che, a differenza di quanto avvenuto con la trascrizione dei matrimoni fra due persone dello stesso genere nel mese di ottobre 2014, in questo caso - aggiungono - l'atto è stato compiuto direttamente dall'amministrazione comunale e non dal sindaco Ignazio Marino. Quello del Comune di Roma è un atto politico serio e di grande coraggio che surclassa un Parlamento fermo al 1975 in materia di Diritto di Famiglia».



«Roma batte Renzi 3 a 0. Prima la trascrizione dei matrimoni gay contratti all'estero, poi il registro delle unioni civili e oggi il riconoscimento di un bimbo di una coppia lesbica. Mentre Renzi parla a Roma si fanno atti concreti sui diritti di lesbiche e gay». Lo afferma in una nota Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center, «alla notizia della trascrizione avvenuta a Roma da parte del Comune dell'atto di nascita del bimbo di una coppia di donne».



Sta diventando una battaglia che utilizza dei mezzi meramente burocratici per aggirare l'ostacolo e per destrutturare completamente il sistema della famiglia naturale senza, a mio avviso, tenere in debito conto l'interesse superiore del minore. È diventata purtroppo solo una battaglia burocratica e che non guarda ai diritti dei minori». Così, interpellata a margine di una conferenza sui roghi tossici, Roberta Angelilli, coordinatore Ncd regionale del Lazio, ha commentato il riconoscimento a Roma di un bambino con due mamme.
Ultimo aggiornamento: 9 Febbraio, 14:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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