Bilancio di tagli per salvare i trasporti: 320 milioni in meno per gli assessorati

Bilancio di tagli per salvare i trasporti: 320 milioni in meno per gli assessorati
di Fabio Rossi
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Lunedì 12 Gennaio 2015, 06:02 - Ultimo aggiornamento: 09:55

L'appuntamento è per oggi a Palazzo Senatorio: con il ritorno nella Capitale di Ignazio Marino, claudicante per un piccolo infortunio rimediato durante le ferie negli Stati Uniti, sul bilancio di previsione 2015 si comincia a fare sul serio. L'assessore Silvia Scozzese, dopo le proteste dei giorni scorsi dei consiglieri capitolini per la mancanza di informazioni sulla manovra, porterà ai capigruppo le cifre, nero su bianco, della delibera approvata in giunta lo scorso 30 dicembre. E qui inizierà il confronto, che si preannuncia aspro e con possibili colpi di scena. Il quadro generale è delineato: per adeguarsi con un anno d'anticipo alle prescrizioni del piano di rientro, concordato con Palazzo Chigi, bisognerà tagliare la spesa corrente della macchina amministrativa di circa 320 milioni di euro.

LA SPESA

Un taglio che, considerati i saldi totali, comprende anche 155 milioni di minori trasferimenti da parte di Stato e Regione, che il Campidoglio punta a recuperare almeno in parte per poterli eventualmente utilizzare nell'assestamento di bilancio. Sta di fatto, però, che adesso questi soldi non ci sono. E il sacrificio necessario per risparmiare quei 320 milioni si traduce in un taglio medio del 18-20 per cento ai budget di ogni dipartimento. Con una sola eccezione: la mobilità avrà, invece, 45 milioni in più, necessari a far partire i nuovi cantieri (in primis le linee tranviarie) e a evitare il tracollo dell'Atac, che significherebbe la paralisi del trasporto pubblico locale. Per gli altri, saranno lacrime e sangue. In particolare, i rumors parlano di forte decurtazioni per cultura, scuola e personale. Ma nella coalizione di centrosinistra crescono i distinguo: da quelli palesi di Sel, a quelli per ora sotto traccia di parte del Pd. In molti vorrebbero spalmare i tagli imposti dal piano di rientro su due annate, come previsto dallo stesso accordo con il Governo, ma il sindaco vuole chiudere subito questa difficile fase, per poi cominciare a programmare il futuro con maggiore serenità.

LE RISORSE

Una volta messa in sicurezza la spesa corrente, il focus si sposterà inevitabilmente sul fronte degli investimenti, negli ultimi anni scesi a livelli prossimi allo zero anche a causa degli stretti vincoli imposti dal patto di stabilità degli enti locali. «Capisco qualche malumore dei colleghi della maggioranza, ma trovo che l'obiettivo di chiudere in anticipo il piano di rientro sia assolutamente condivisibile - sottolinea Alfredo Ferrari (Pd), presidente della commissione capitolina bilancio - La vera priorità sta nel rilancio degli investimenti, che possono garantire lo sviluppo della città». Al momento sul piatto ci sono 155 milioni: 53 destinati all'installazione di lampade led sui lampioni dell'illuminazione pubblica, 30 per l'avanzamento della Metro C, 15 destinati ai Municipi per interventi che saranno decisi autonomamente e il resto (una sessantina di milioni circa) da utilizzare per i pagamenti di opere già in corso di realizzazione. Ma qui ci sarà una doppia trattativa, che riguarderà il patto di stabilità ma anche la gestione commissariale del debito pregresso, per trovare nuove risorse da destinare alle infrastrutture pubbliche.