Marchini cita Gramsci: «Odio chi non parteggia» e anticipa la sua lista

Sabato 19 Dicembre 2015 di Simone Canettieri

Lo danno tutti come il candidato in pectore del centrodestra anche se viene da una famiglia rossa? E lui, il civico Alfio Marchini, spariglia il campo e pesca a mani basse dal pantheon più caro alla sinistra. «Odio chi non parteggia, odio gli indifferenti», è slogan gramsciano del candidato sindaco della lista con il cuore che ha già arruolato un'urbanista, Mary Prezioso, e un generale della Finanza, Ugo Marchetti. Il caso però ruota intorno alle parole del padre del Pci che da qualche giorno sono comparse nelle pensiline e negli spazi a pagamento degli autobus. E si potrebbero leggere anche così: cari romani, scendete in campo anche voi, altrimenti poi non lamentatevi se le cose a Roma vanno come vanno. Gramsci visto da Marchini è anche un appello al popolo (trasversale) del non voto: secondo i sondaggi il 40 per cento degli elettori è pronto a non andare alle urne. E cioè chi non parteggia, chi è indifferente. Marchini post ideologico, nel senso Novecentesco, per natura si gode e rivendica la trovata. E a chi rimane un po' spiazzato dalla citazione risponde con una battuta: «Anche la Le Pen tiene i libri di Gramsci sul comodino».

LA SQUADRA
Non ci sono però solo le parole nella corsa di Marchini. In attesa che il centrodestra unito prenda una decisione (sul suo nome c'è il via libera «sparato» di Silvio Berlusconi e degli alfaniani capitanati da Andrea Augello, il no di Giorgia Meloni e il ni di Matteo Salvini) il candidato sindaco prepara la squadra. Ecco i primi due nomi: ad occuparsi delle municipalizzate ci sarà il generale Marchetti già vicecomandante generale della guardia di finanza e attualmente consigliere della Corte dei Conti, con un recente passato come vicesindaco e assessore al Bilancio del comune di Palermo nel 2012 con Leoluca Orlando. Il secondo pezzo invece è Mary Prezioso: docente di geografia economica e politica e di pianificazione del territorio all'Università di Tor Vergata. Sarà lei a studiare la riorganizzazione del modello di governo della città metropolitana di Roma.
IN MOVIMENTO
Con una situazione fluida come non mai (il Pd sta ancora sfogliando la margherita tra l'idea Roberto Giachetti e il sogno Giovanni Malagò, nel M5S si profila un derby tra Virginia Raggi e Marcello De Vito) c'è anche chi «si mette a disposizione». E' il caso di Francesco Storace, segretario de La Destra e consigliere regionale. L'ex ministro vorrebbe le primarie nel centrodestra e intanto si dice pronto a candidarsi. Ma vuole i gazebo. E così ha già scritto a Giancarlo Giorgetti per la Lega, Altero Matteoli per Forza Italia, Ignazio La Russa per FdI. Un sasso nello stagno. «Per mettere in campo - scrive Storace - una proposta alternativa alla sinistra e ai grillini e per dotarsi di regole chiare, in tempi celeri».
Simone Canettieri
© RIPRODUZIONE RISERVATA Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre, 18:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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