MALTEMPO

Alberone, rimosso il vecchio leccio, si cerca un nuovo albero da piantare

Mercoledì 12 Novembre 2014 di Laura Bogliolo
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foto Barsoum-Toiati

Leccio, resistente e possibilmente con meno di 60 anni: nuovo Alberone cercasi. A meno di dieci giorni dall'annunciata festa per l'arrivo della nuova quercia dell'Alberone,

l'Assessorato all'Ambiente non ha ancora trovato l'esemplare che dovrà dominare la piazza del quartiere Appio Latino. Ieri il ceppo è stato rimosso dopo oltre 8 ore di lavoro. Il Comune ha promesso di piantare il nuovo Alberone il 21 novembre.

LA PROVENIENZA

Roma e provincia, Umbria, Marche e Toscana le aree dove i tecnici del Servizio giardini stanno cercando il nuovo albero. «Si tratterà sicuramente di un leccio, su questo non c'è dubbio» fanno sapere dall'assessorato. Tra i vivai contattati c'è anche quello del romano Tonino Marcelli, il figlio del vivaista che nel 1986 donò il leccio grazie a una campagna di sponsorizzazione del Messaggero. Il tempo stringe, anche perché non sarà facile organizzare il viaggio della quercia. Nell'86 il leccio venne scortato dalla polizia: pesava oltre 60 quintali. Aveva 106 anni quando fu trapiantato, è sopravvissuto quasi trenta anni, sconfitto da una carie che lo ha mangiato e dall'incuria, perché nessuno si prendeva cura del gigante verde che aveva sostituito quello secolare. La scelta dei tecnici si sta indirizzando verso un esemplare più giovane. «Età, ampiezza della chioma e resistenza» sono le tre linee guida per la scelta dell'albero che dovrà sostituire quello precipitato il 7 novembre. «Lo rivogliamo» i commenti dei residenti del quartiere. Tra loro fanno il tifo anche Francesco Totti e Gigi Proietti, cresciuti all'Appio Latino. Intanto dopo la campagna di sensibilizzazione del Messaggero per promuovere la sostituzione del leccio si è fatta avanti anche la società Pietro Mezzaroma e figli per sostenere i costi.

LA RIMOZIONE

Un'enorme buca al posto dell'Alberone: cantiere aperto ieri mattina alle 7,30, pannelli del Comune («stiamo lavorando per restituirvi l'Alberone»). Ci sono volute più di 8 ore per estrarre l'enorme ceppo dall'aiuola che ospitava il leccio. «Non pensavamo che le radici fossero andate così in profondità» hanno detto gli operai. Il peso dei resti dell'Alberone ha richiesto l'arrivo di una speciale gru alimentata da una idro-pompa. Sono state acquistate anche catene speciali, fatte arrivare da Centocelle: hanno abbracciato il ceppo, lo hanno issato per poi farlo volteggiare regalandogli l'ultimo sguardo sulla piazza che lo ha accolto con affetto per quasi trent'anni.

laura.bogliolo@ilmessaggero.it

twitter: @l4ur4bogliolo

VIDEO

- Gli abitanti del quartiere in lutto

- Il crollo dell'Alberone

Ultimo aggiornamento: 16:10