RAGGI

Sonadggio Swg: 5Stelle, per 1 italiano su 3 il giudizio è peggiorato

Sabato 24 Settembre 2016 di Diodato Pirone
ROMA Le fibrillazioni della giunta M5S di Roma hanno fatto peggiorare il giudizio sul Movimento al 35% degli italiani ma, fra costoro, solo il 7% si dichiara un elettore pentastellato. Dunque il blocco elettorale dei 5Stelle sta reggendo, sia pure con evidenti incrinature tanto che il 32% degli elettori M5S ritiene che una eventuale caduta di Virginia Raggi sarebbe da imputare a tutto il movimento e il 22% punta il dito contro personalismi, liti e scontri interni.
Questi i principali dati di un sondaggio Swg effettuato nei giorni scorsi su un campione di 1.500 elettori italiani. Il carotaggio offre alcune interessanti chiavi di lettura su come gli italiani stanno vivendo le fibrillazioni della giunta Raggi e il primo vero confronto dei 5Stelle con il grande tema del governo.
«Non c'è una crisi verticale del movimento - spiega Enzo Risso, direttore di Swg - Tuttavia, si possono individuare cinque sacche di criticità per il suo futuro, la prima delle quali è senza dubbio l'inaridirsi della forza attrattiva dei pentastellati».

LA SINDROME
Per gli analisti triestini un buon punto di osservazione di questo fenomeno è il comportamento degli indecisi, ovvero di quegli elettori che non sono legati ad uno schieramento e non sono prevenuti verso i 5Stelle. Spiega Risso: «Il 31% degli indecisi pensa che le difficoltà dei 5Stelle derivino al metodo col quale puntano a governare e il 32% percepisce demagogia e presunzione nel loro agire».

Secondo Risso c'è poi una seconda sacca di criticità rappresentata dalla sindrome delle correnti. «Uno stato di fatto di cui è convinto anche il 49% dello stesso elettorato grillino - sottolinea Risso - Del resto non sarebbe la prima volta che accade tutto questo. Anzi la correntite è stata una malattia storica del Novecento con molteplici esempi di movimenti nati sull'onda di una protesta e smembrati in consorterie, correnti e fazioni».
Il terzo fattore critico che fa emergere il sondaggio è la divisione fra quelli che Risso definisce come «emisferi politici interni separati e inconciliabili»: i governisti e i puristi radicali. «Una dialettica interna che (per ora) vede perdente l'ala radicale (che raccoglie solo il 3%) e nettamente vincente quella moderato-governista (53%) dell'elettorato grillino», sottolineano all'Swg.

Il quarto nodo viene classificato come «crisi di crescita». Non a caso il sondaggio Swg evidenzia che un'ampia fetta dell'opinione pubblica, il 61%, ritiene il movimento inadeguato e gli chiede di aprirsi a competenze anche esterne ma la notizia è che quest'opinione è condivisa dal 65% dell'elettorato grillino. «Aumentare in consensi - assicura Risso - implica, per un gruppo, la tripla sfida del crescere in qualità e capacità di elaborazione politica, dell'esprimere un forte gruppo dirigente e dell'individuare le persone giuste per i governi locali». Comunque fra le cause dell'impasse romana della giunta Raggi sono molto alte (51%) le quote di intervistati che con due risposte disponibili l'attribuiscono a liti interne (26%) o alla demagogia e presunzione del M5S (25%) mentre si ferma a quota 15% la risposta «la Raggi è inadeguata».

LA STOFFA
«Quest'ultima contraddizione ci porta direttamente all'ultima e più importante sacca critica mostrata dall'esperienza romana dei 5Stelle: la puerilità politica - chiosa Risso - Governare implica una squadra coesa, un'idea di città e una relazione con la sua ragnatela sociale e non fare casting e basarsi sui consigli degli amici. Significa scegliere persone in grado di realizzare l'idea di città espressa dal gruppo di governo; vuol dire gestire la relazione con le diverse anime della città, con il suo tessuto sociale, economico, associativo e politico, senza subire i poteri, senza essere succube delle corporazioni, ma anche senza essere spaventati dal dialogo e dalla necessità di mediazioni concrete per il futuro della città. Ma solo i prossimi mesi ci faranno capire meglio di che stoffa è fatto il movimento».

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