Roma, boom di furti di furgoni per la pubblicità: caccia alla banda dietro al business delle “vele”

Probabilmente ad agire un’organizzazione che porta via i supporti che non sono tracciabili e possono essere riutilizzati

Roma, boom di furti di furgoni per la pubblicità: caccia alla banda dietro al business delle vele
di Chiara Rai
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Domenica 6 Novembre 2022, 09:21

Si avvicinano nei centri periferici, nell'hinterland da Nord a Sud di Roma e colpiscono di notte, in dieci secondi rubano un intero furgone con la vela, oppure solo il supporto o pezzi appartenenti ai mezzi pubblicitari. Disinstallano il sistema satellitare e di dileguano nel nulla. È allarme per una vera e propria escalation di furti di vele pubblicitarie nell'area metropolitana della Capitale. Gli ultimi colpi ai supporti di pubblicità su gomma sono avvenuti a Monterotondo in zona Scalo, a Pomezia e Ciampino e in zona Boccea. Sono almeno tre furti in poco più di tre settimane. Senza contare i colpi più piccoli di pezzo di ricambio e continui svuotamento di carburante dai serbatoi. Le caratteristiche del territorio giusto dove colpire sono più o meno simili.

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A Monterotondo il furto della vela è avvenuto in piena notte mentre il mezzo era parcheggiato nell'area Scalo, in attesa di essere ripreso la mattina. Il timore di chi possiede regolarmente le vele è che si stia affermando un business criminale parallelo. Una vela costa in media 6 mila euro e può essere facilmente rivenduta: «Siamo molto preoccupati - dice Giancarlo Verrelli, nel mestiere da sempre - i furti sono in continuo aumento e noi viviamo di questo. Addirittura bucano i serbatoi per prendere la benzina, ci asportano gli specchietti laterali, ci rubano la vela e fanno danni enormi. Non sappiamo chi può essere ma sono sicuramente una banda di persone che sanno come colpire. Non commettono errori». Verrelli ha denunciato alla stazione dei carabinieri di Pomezia un furto del suo furgone con la vela avvenuto lo scorso 30 ottobre in via dei Castelli Romani a Pomezia.
LA TECNICA

Ha parcheggiato il giorno prima di primo pomeriggio e durante la notte intorno all'una il satellitare ha emesso un solo suono acustico tramite l'app sul cellulare di Giancarlo per poi rimanere sordo. Il furgone Volksvagen bianco con la vela è sparito in meno di dieci secondi: «La situazione è allarme - conclude Verrelli - chiediamo aiuto anche alle forze dell'ordine per una stretta sul fenomeno. Parlo in rappresentanza di un gruppo di persone come me che lavorano con le vele. Già con il caro benzina e il caro vita in generale il momento è difficile, con questi furti non ci fanno lavorare. Oltre alle vele rubano le batterie, smontano gli specchi laterali, fari e fanalini. Anche i carabinieri di Ciampino hanno raccolto denunce al riguardo».

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Anche un suo collega di Montelanico ha subito furti dei fanalini e pezzi di furgone. Sulla via Anagnina, fin su ai Castelli la situazione non cambia. Ormai fare pubblicità costa per metterla e per mantenere integra la vela. I camion a vela possono rivelarsi di grande utilità se si vuole raggiungere un pubblico ampio, senza limitarsi a esporre la propria comunicazione in un solo statico punto, come succede per esempio con le affissioni. Da qui ne nasce l'appetibilità per il criminale. Spesso poi le vele vengono posizionate in sosta fissa, in specifici posti e in orari strategici per il determinato pubblico di riferimento, tenendo sempre a mente però che la possibilità di spostarsi resta uno dei principali vantaggi di questo strumento promozionale. Ed è lì che i furfanti colpiscono. Una recente analisi mette il Lazio in pole. La Campania (27 mila furti), il Lazio (18 mila) e la Puglia (14 mila) da sole contano per il 58% dei furti totali. Confrontando il numero di veicoli rubati con quelli circolanti si nota che la Campania mantiene la prima posizione (0,6%), la Puglia sale in seconda (0,48%) e il Lazio è terzo (0,38%).
 

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