Pnrr, il Centro Italia penalizzato. «Per le costruzioni solo il 15% di risorse»

L’Ance sui fondi del Pnrr: già assegnati oltre la metà di quelli destinati al settore

Pnrr, il Centro Italia penalizzato. «Per le costruzioni solo il 15% di risorse»
di Giusy Franzese
3 Minuti di Lettura
Martedì 16 Novembre 2021, 00:11 - Ultimo aggiornamento: 07:55

Gli investimenti del Pnrr iniziano a muoversi e, per quanto riguarda le opere che interessano il settore delle costruzioni, già la metà delle risorse complessive sono state assegnate ai vari territori. Lo rivela un’analisi dell’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili: su 108 miliardi di euro destinati ad interventi che impatteranno sul settore, ben 55,7 miliardi risultano “territorializzati”, con l’individuazione delle zone dove gli stessi investimenti saranno realizzati. In particolare il Mims (ministero infrastrutture e mobilità sostenibile) «in soli 4 mesi ha già distribuito ai territori il 92% delle risorse di sua competenza» .«Un buon risultato» osserva l’Ance.

La distribuzione geografica delle risorse, però, non è omogenea: Sud e Nord viaggiano più o meno affiancati con rispettivamente il 43 e il 42% delle risorse assegnate; il Centro invece resta indietro con soltanto il 15% dei fondi totali. In termini assoluti alle regioni del Mezzogiorno - per le quali il Pnrr prevede un vincolo di destinazione delle risorse del 40% - si sono viste assegnare 24,2 miliardi, quelle del Nord 23,3 miliardi, quelle del Centro 8,2 miliardi di euro. Una disparità che non si spiega nemmeno in raffronto alla popolazione, che nelle regioni centrali è pari al 20% del totale.

IL PODIO
Ovviamente la situazione cambia se si guarda alle singole regioni. Sul gradino più alto del podio c’è la Campania che finora ha totalizzato il 13% delle risorse del Recovery che tra le varie missioni coinvolgono il settore dell’edilizia, con 7,3 miliardi di euro. Seguono Lombardia (6 miliardi di euro pari all’11% delle risorse territorializzate) e Veneto (5,1 miliardi pari al 9%). La regione del Centro Italia che si trova più in alto in classifica rispetto alle altre della sua macro-area è il Lazio, al settimo posto della classifica generale, con 3,8 miliardi di euro pari al 7% del totale.

Sulla distribuzione delle risorse pesano principalmente due fattori: la decisione del governo di privilegiare in questo momento le opere già programmate e avviate (si pensi all’Alta Velocità ferroviaria), ma pesa anche la partecipazione ai vari bandi nazionali da parte delle amministrazioni locali. E quelle del Centro evidentemente non brillano per iniziativa e programmazione.. E così all’Umbria finora sono state assegnate solo il 2% (960 milioni) delle risorse, e alle Marche il 3% (1,4 miliardi), mentre la Toscana sfiora i due miliardi (4% delle risorse territorializzate). «C’è spazio per un recupero del Centro nei prossimi mesi, l’importante è che gli amministratori locali acquisiscano la consapevolezza che bisogna fare meglio e presto» spiegano dall’ufficio studi dell’Ance.
In generale l’associazione - i cui vertici sono stati auditi ieri in commissione Bilancio alla Camera - rileva i «passi avanti compiuti dal punto di vista della programmazione» a seguito di «alcune riforme che modificano in modo significativo le procedure attualmente vigenti». Restano comunque «ancora alcuni nodi irrisolti». Tra questi c’è il “caro materiali”, il nodo delle fidejussioni, la responsabilità verso terzi, i maggiori oneri dovuti al Covid. L’Ance ribadisce inoltre l’eccessiva frammentazione dei programmi riguardanti la rigenerazione urbana.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA