Il Centro Italia traina la ripresa: boom delle esportazioni

Il Centro Italia traina la ripresa: boom delle esportazioni
di Luca Cifoni
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Sabato 6 Novembre 2021, 01:16 - Ultimo aggiornamento: 07:59

Una ripresa «rapida e robusta» che «ha interessato tutti i settori» dopo il forte calo del 2020. E vede il Centro-Italia guidare la corsa con un vistoso +25,8 per cento. Così la Banca d’Italia nel suo Rapporto sull’economia delle regioni italiane descrive l’andamento delle esportazioni nel primo semestre del 2021. I segnali positivi si erano già manifestati nella seconda metà dello scorso anno ma l’accelerazione c’è stata a partire da gennaio e ha poi accompagnato la ripartenza di tutta l’economia, quando anche i consumi interni hanno potuto beneficiare del venir meno delle restrizioni anti-Covid.

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La spinta

La spinta è stata intensa in tutte le aree del Paese, ciascuna delle quali ha potuto contare su settori in cui è particolarmente forte. Ma, come detto, spicca la performance delle regioni centrali, il cui incremento ha battuto di oltre un punto e mezzo la media nazionale, pari al 24,2 per cento. Brillante anche la prestazione del Nord-Est con un + 24,6 mentre sia al Nord-Ovest sia il Mezzogiorno si collocano leggermente al di sotto del dato complessivo. Per una valutazione più completa delle cifre bisogna anche tener conto dell’ottimo risultato dell’Abruzzo (+27,9 per cento) che dal punto di vista amministrativo e storico è associato con il Sud ma geograficamente è più contiguo al Centro.

Vediamo dunque quali sono i settori maggiormente coinvolti. Nel Mezzogiorno hanno recuperato le vendite di prodotti petroliferi e mezzi di trasporto. Al Nord sono aumentate in modo particolare le esportazioni di prodotti in metallo, apparecchi e macchinari. Gli stessi comparti - notano gli economisti di via Nazionale - hanno influito positivamente sulla dinamica dell’export anche al Centro, che ha inoltre beneficiato di una forte ripresa dei beni tradizionali. Tra i beni tradizionali ricadono, prodotti tessili e abbigliamento, cuoio, pelli e calzature, mobili, gioielleria, strumenti musicali, articoli sportivi, giocattoli e strumenti medici.
Guardando ai Paesi di destinazione, il maggior contributo è arrivato dalle esportazioni verso quelli europei che fanno parte dell’area dell’euro. Ma dinamica, vivace in Europa, è stata particolarmente brillante anche nell’America centro-meridionale e in altri Paesi extraeuropei. Per quanto riguarda in particolare l’area del Centro, fa segnare nel semestre un incremento molto forte oltre che nei Paesi sudamericani anche in Asia e nel resto d’Europa al di fuori dell’area dell’euro.

La curva

La tendenza molto favorevole delle regioni centrali - a parte la parentesi negativa legata al Covid che ha coinvolto tutti i territori italiani - non è una novità recente. Si tratta infatti della prosecuzione di un andamento ormai consolidato negli anni. Il rapporto di Via Nazionale lo evidenzia elaborando i dati che vanno indietro fino al 2008. Se si guarda semestre per semestre cosa è successo in questi anni, il trend è molto chiaro. Assegnando valore 100 alla media di tredici anni fa, la curva relativa al Centro guadagna subito terreno rispetto a quelle che si riferiscono alle altre macro-aree, risultando meno coinvolta nella caduta del commercio internazionale che si scatena all’inizio del 2009. Poi. La progressione continua poi dopo l’uscita dalla grande crisi, con una buona resistenza in corrispondenza degli anni delicati della recessione amplificata dal nostro Paese dai timori per la tenuta dell’euro. Quindi c’è una forte accelerazione a partire dalla seconda metà del 2018 prima del capitombolo legato alla pandemia. La ripartenza è molto rapida a partire dalla seconda metà dello scorso anno e porta il livello attuale a 170. La crescita cumulata è quindi del 70 per cento: nello stesso periodo il Sud ha avuto un incremento di circa il 15 per cento, il Nord-Ovest di poco meno del 30, il Nord-Est di circa il 40 per cento.

 

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