Sottopasso di viale Maraini, l'Ascom alza le barricate

Sottopasso di viale Maraini, l'Ascom alza le barricate
di Giacomo Cavoli
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Domenica 23 Maggio 2021, 09:17

RIETI - Anche Ascom Confcommercio sale di nuovo sulle barricate contro il sottopasso di viale Maraini (nella foto). Dopo il no al progetto pronunciato ieri su Il Messaggero dal segretario della Uil Rieti Alberto Paolucci e dopo che mercoledì 26 maggio il Comune riceverà da Rfi la bozza definitiva sulla soppressione di quattro passaggi a livello tra Piani Sant’Elia e Piani Poggio Fidoni e sull’adeguamento del sottopasso di via Fundania, ora è il turno del presidente di Ascom Rieti, Nando Tosti che, appreso da Il Messaggero della ripresa del dialogo tra Comune e Rfi, su viale Maraini non fa prigionieri: «A livello storico e urbanistico, siamo contrari che venga tagliato in due in superficie. Sarebbe una delle opere più oscene che si possano immaginare». 

Il no. In ordine di tempo, l’ultima presa presa di posizione di Ascom contro il sottopasso di viale Maraini fu a luglio 2019 quando, poco prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, lo stesso Tosti espresse la medesima posizione: «Quando qualche giorno fa si è appreso della ripresa del dialogo tra Comune e Rfi, sono stato contattato da alcuni commercianti delle vie laterali di viale Maraini, preoccupati per lo stravolgimento dell’assetto commerciale che è ormai funzionale da molti anni – racconta adesso Tosti – Un progetto come quello che vede l’impiego di nuovi treni e della possibile nascita di nuove tratte ferroviarie deve essere strutturato nel medio-lungo termine e non solo pensando di togliere il passaggio a livello di viale Maraini, che stravolgerebbe una strada storica dove sono presenti anche alberi secolari. Piuttosto, che si punti sulla modifica profonda dell’assetto ferroviario di Rieti, che è rimasta l’unica provincia d’Italia a non avere un collegamento diretto con Roma. Poi, ad esempio, in via Angelo Maria Ricci ora c’è un nuovo bar che si prepara ad avviare la sua attività proprio in prossimità del passaggio a livello: nel suo caso, con quali prospettive può guardare al futuro, se quel passaggio sarà soppresso con l’adozione di una viabilità alternativa? La classe politica locale deve domandarsi cosa bisogna fare di questa città, perché ad esempio una nuova tratta con Roma ci consentirebbe di aumentare finalmente la demografia del nostro territorio». 

O anche il rischio di diventare un dormitorio della Capitale? 
«E allora per questo dovrebbe essere sfruttato il nostro nucleo industriale ormai vuoto, dando spazio a nuove imprese, così da direzionare positivamente e non passivamente il nuovo aumento demografico, potendo offrire anche le eccellenze del territorio a chi decide di vivere ed investire qui. Non basta rovinare un viale e dividere in due un quartiere per poter dire di aver rivoluzionato lo stato delle cose». 

Cosa farete ora come Ascom? 
«I commercianti ci hanno chiesto di poter organizzare un incontro, che faremo quanto prima per cercare di capire quale è la situazione» 

L’interramento. A mali estremi, «che interrassero il treno, come è stato fatto in molte altre parti d’Italia», conclude Tosti. Sulla possibilità di interramento, a luglio 2019 intervenne anche il vice presidente dell’Osservatorio sui trasporti, Gabriele Bariletti, snocciolando cifre e possibilità: «Dal punto di vista tecnico si può fare tutto – spiegò - Interrare vuol dire però che, dal ponte di ferro, la linea inizierebbe a scendere e dopo circa 400 metri di discesa si arriverebbe in quota: da Molino della Salce si resterebbe sotto terra fin quasi al passaggio a livello di via del Terminillo. Significherebbe aver speso 150 milioni per elettrificare la linea e avere un impatto ambientale devastante a causa delle centrali elettriche da costruire insieme agli elettrodotti ad alta tensione. Poi si tratterebbe di spendere altri 150 milioni per creare un tunnel di dieci metri di profondità e venti di larghezza e rimuovere 200mila metri cubi di terra». Insomma, non propriamente uno scherzo.

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