Il sindaco di Rieti e lo sfogo dopo il post della moglie su Facebook: «E' una vicenda che è andata ben oltre»

Per Daniele Sinibaldi una giornata passata a tentare di non rimanere schiacciato dal “socialgate” che lo ha travolto, dopo l’infuocato post di sabato notte della compagna.

Daniele Sinibaldi e Marta Ciferri
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Martedì 29 Novembre 2022, 00:10 - Ultimo aggiornamento: 14:55

RIETI - «No, non voglio commentare è una vicenda del tutto privata che è andata ben oltre i limiti e non voglio dire altro». Non si è spinto più in là, Daniele Sinibaldi, consegnando a questo stringato commento, rilasciato al termine dei lavori della commissione Sport a Palazzo di città, la sintesi di una giornata passata a tentare di non rimanere schiacciato dal “socialgate” che lo ha travolto, dopo l’infuocato post su facebook di sabato notte della compagna.
Avvicinato quando la riunione si era appena conclusa, intorno alle 21, il primo cittadino ha stoppato sul nascere i tentativi dei cronisti di strappargli una dichiarazione. Arrivato in Municipio con una mezz’ora di ritardo rispetto all’inizio della commissione, si è seduto e al momento debito ha relazionato su tutte le questioni inerenti alla gestione degli impianti del Terminillo. È rimasto ancorato all’ordine del giorno dell’impegno istituzionale, dietro lo scudo di un irremovibile no comment, lo stesso ratificato a più riprese dal suo portavoce nell’arco di una giornata nella quale è stato impossibile raggiungere sia lui, sia la compagna Marta Ciferri, autrice del post pubblicato nella notte tra sabato e domenica sulla bacheca Facebook del sindaco.

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Il post 


«Quando hai finito di fare serata - recitava il post comparso seppur per poco tempo sulle bacheche social di tutti i contatti di Sinibaldi - magari se hai un attimo puoi provare a richiamarmi, considerando che sono da sola a casa, con un bambino di un anno». Poche parole, sinonimo probabilmente di un profondo momento di malessere chissà per quanto tempo represso, che hanno scatenato in pochi minuti una valanga di reazioni. 

Quante volte messaggi analoghi sono comparsi nelle chat dei nostri telefonini? Quanti ancora ce ne sono? A fare la differenza è che da quello smartphone il rimbrotto è rimbalzato sugli schermi della città e da lì, per quanto poco ci sia rimasto, si è replicato all’infinito, traslandosi in decine di meme satirici proliferati a colpi di migliaia di visualizzazioni e screenshot. A fare la differenza, ancora, è che a scriverlo non è stata una Maria Rossi qualsiasi, ma la compagna del primo cittadino del capoluogo di provincia e tanto è bastato a trasformare un litigio familiare in un vero e proprio caso mediatico.

Insieme da 15 anni

Per tutta la giornata, Daniele Sinibaldi e Marta Ciferri, di professione avvocato, si sono rinchiusi nel silenzio. Non hanno risposto ai giornalisti, ma non hanno alzato la cornetta neppure con amici e conoscenti, molti dei quali preoccupati per la piega che la storia dei due, non sposati ma insieme da oltre quindici anni e con un bambino di un anno, potrebbe prendere. Nel frattempo, sotto gli articoli si allungava la lista dei commenti con schieramenti a favore e contro, ora della testata che pubblicava, ora del sindaco ora della compagna. Tutti legittimati da quel gesto di rabbia dell giovane donna che ha trasformato uno sfogo in un annuncio di guerra e di conseguenza messo alla mercé di ognuno che cliccava la vita di una famiglia che, composta da un membro delle istituzioni, fa inevitabilmente notizia. In ambito politico, le bocche sono rimaste cucite e solo alcuni post sono entrati in punta di piedi sulla vicenda, soprattutto per lasciare intendere vicinanza ai protagonisti.
«Il risalto attribuito a normalissime vicende familiari – ha scritto sulla sua bacheca Facebook, Simone Fratini, vicesindaco di Fara Sabina, amico e compagno di partito (Fratelli d’Italia) del sindaco Sinibaldi - che come tali dovrebbero restare, non fa altro che avvalorare il mio personale sospetto che il genere umano sia ormai di fronte ad un’inesorabile regressione cerebrale, inebetito da un palinsesto televisivo monopolizzato da reality show e programmi da comari impiccione». Il vicepresidente del consiglio comunale di Rieti, Alessio Angelucci ha evidenziato che «per chi come me ha una vita pubblica oltre quella privata, non è sempre facile tenere il passo tra la pressione del ruolo, e le fragilità personali. Può sembrare strano, ma una vita esposta ai riflettori, consegna più problemi che soddisfazioni. Ricordiamoci però, che ci sono anelli deboli che non meritano speculazioni. Anche perché sul web rimane traccia per anni. Per sempre».

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