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Simone Petrangeli: «Sono deluso ma resterò in consiglio per fare opposizione»

Simone Petrangeli: «Sono deluso ma resterò in consiglio per fare opposizione»
di Antonio Bianco
4 Minuti di Lettura
Sabato 18 Giugno 2022, 02:02

RIETISimone Petrangeli parla per la prima volta dopo la sconfitta di domenica scorsa. In questa intervista a Il Messaggero l’ex sindaco e leader del centrosinistra dà una sua lettura del voto uscito dalle urne del 12 giugno scorso e delinea anche quale sarà il suo futuro politico. 

Qual è il suo stato d’animo? 
«Sono sicuramente deluso e amareggiato per come sono andati i risultati e questo nonostante l’impegno profuso da tutti i candidati, che voglio ringraziare uno a uno pubblicamente. Personalmente, mi sono fatto una mia idea di queste elezioni. Ci sono alcuni fattori che ci hanno sicuramente penalizzati. Il primo è l’astensionismo che evidentemente è stato maggiore tra le nostre file che tra quelle dei nostri diretti avversari. L’astensionismo ci ha puniti più degli altri. Parliamo sempre di una elezione dove un terzo delle persone è rimasta a casa. Questa è una cosa che dovrà essere analizzata da tutti». 

Quello dell’astensionismo era un fattore previsto. 
«Certo. Ma pensavamo che avrebbe colpito in eguale misura sia noi che il centrodestra. E comunque l’astensionismo anche in una città come la nostra, che di norma partecipa alle elezioni, inizia a diventare un fenomeno serio da indagare. Siamo sopra alla media nazionale, ma in cinque anni abbiamo perso sette punti in percentuale. E questo non è da sottovalutare». 

Il secondo fattore? 
«L’altro fattore è che il Terzo polo ha pescato quasi esclusivamente nel campo largo del centrosinistra. Noi pensavamo che potesse andare a raccogliere consensi anche tra le fila del centrodestra, ma invece leggendo i dati appare evidente che abbia pescato soprattutto tra di noi. E questo è stato un altro elemento che ci ha penalizzati». 

Un altro aspetto? 
«Il terzo fattore è quello di essere partiti tardi rispetto agli altri e quindi le nostre liste, nonostante siano state composte da tante nuove persone, hanno avuto difficoltà ad organizzarsi per la campagna elettorale. Però la cosa da valorizzare in futuro sarà il grande patrimonio di passione ed energie che abbiamo messo in campo. Parliamo di circa duecento persone, molti delle quali erano alla loro prima esperienza. La sconfitta ci deve comunque indurre a ripartire, valorizzando il patrimonio di energie e consenso costruito e facendo tesoro degli errori commessi. Quando tutto sembra perduto bisogna rimettersi tranquillamente all’opera». 

Ha qualche rimorso? 
«Io mi sento a posto con la coscienza perché ancora una volta ci ho messo la faccia e penso di aver fatto tutto il possibile. Sono stato sempre leale e ritengo di poter andare legittimamente a testa alta. Quasi mille voti più delle liste sono un dato importante ma purtroppo non sono stati sufficienti per andare al ballottaggio. E comunque avremmo rischiato l’anatra zoppa (il riferimento è al fatto che se avesse vinto le elezioni si sarebbe ritrovato con una maggioranza di consiglieri del centrodestra, ndr). Avremo gruppi di opposizione in parte rinnovati ma anche con una certa esperienza e questo ci permetterà di fare bene. Per quanto mi riguarda resterò in consiglio comunale a fare opposizione. E mi metterò al lavoro per costruire il campo largo del centrosinistra, che dovrà farsi trovare pronto alle prossime scadenze elettorali».

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